vendesi

passo davanti a questo vecchio portone scrostato ogni mattina accompagnando Nicolò a scuola

ci passo davanti quando fuori inizia ad alzarsi la luce del giorno, ora che siamo in inverno

l’ho visto con il sole, con la nebbia, con la pioggia e con la neve, l’ho visto persino con il buio, quello che si taglia a fette tanto è concreto, la sera

ho visto questo portone ogni giorno starsene li muto ad aspettare che qualcuno lo notasse, o magari, che qualcuno accarezzasse di nuovo la sua maniglia di ferro, che facesse cigolare le sue cerniere arrugginite

e dietro a quel cartello VENDESI, oltre quel portone, ho immaginato un cortile ottocentesco, un androne di un palazzo, l’aia di una cascina, persino un semplice giardino verde abbandonato a se stesso

la verità è che non ho assolutamente idea di cosa ci sia oltre quel portone, i miei ricordi di bambina non mi permettono di risalire ad una sua immagine aperto

ma che bello sarebbe se, dietro a quel portone, ci fosse esattamente ciò che ognuno desidera?

e se strofinare la sua maniglia di ferro fosse un modo per attivare la magia?

che buffo sarebbe se ci fosse scritto
✨VENDESI SOGNI AD OCHI APERTI✨

passo davanti a questo portone vecchio e scrostato ogni giorno, al civico 10

e quel cartello VENDESI mi regala ogni giorno la magia di poter immaginare qualcosa di nuovo

scegli me

ho sempre letto perché leggere mi ha sempre elevato al un livello di relax e di pace impagabili in altro modo

io che sono una persona frenetica e che difficilmente si ferma per il semplice gusto di farlo, ho sempre trovato nella lettura e nei libri il rifugio nel quale abbandonarmi per ore o anche per interi pomeriggi

ma ho sempre sostenuto che il libro sia un anima che ti sceglie in un qualche modo attirandoti a sè: che sia il titolo, in immagine di copertina, una parola o la trama letta fugacemente nel trafiletto, il libro ti lascia quella voce in testa che ti dice “scegli me”

ed io per il mio prossimo viaggio ho scelto questo

e no, non credo affatto sia un caso

tienimi stretto

mi ha fatto sorridere cogliere per caso durante una passeggiata, due vecchie persiane scrostate, una accanto all’altra, legate cosi

con un filo di ferro altrettanto vecchio e dall’aspetto precario, su un muro di sassi impastati tra loro

mi ha fatto sorridere perché in quella soluzione probabilmente dettata dalla necessità di fermare entrambe contrastando il vento, ci ho visto un abbraccio

ho proseguito, non dopo aver scattato questa foto, ed ho sorriso nuovamente, ed ho scosso la testa in un gesto istintivo mentre tra me e me pensavo a quel dettaglio

ho visto due finestre che si tenevano per mano