Mamma che bello!

Credete nel destino?

Quell’insieme di eventi inaspettati e, a volte inspiegabili, che fanno sì che accada una determinata cosa o che due persone si incontrino…

beh, io ci credo e oggi vi voglio raccontare una storia che è nata proprio grazie a due destini che si sono incrociati!

Questo blog era nato da pochissimi giorni, quando ricevo inaspettatamente questo commento:

Leggere queste parole mi ha fatta sentire incredibilmente vicina a te. Due storie diverse le nostre, ma con un filo comune, l’amore per il nostro lavoro, per la lettura e per i nostri figli. Seguirò volentieri queste pagine e sono certa troverò spunti interessanti!” firmato Elizabeth.

Sono bastate queste poche parole a dare inizio a quello che oggi è diventata una bellissima amicizia, ma andiamo con ordine…

Lei è Elizabeth, chiamata da tutti Liz (anche se io preferisco chiamarla Eli proprio per differenziarmi dagli altri), mamma di due bimbi fantastici, educatrice, atelierista e ideatrice, praticamente in contemporanea a me, di un blog chiamato “Un the tra amiche” (link qui) dove affronta diverse tematiche tra cui home decor, consigli legati al mondo dei bambini, abbigliamento, ma anche suggerimenti di bellezza!

Insomma un blog davvero versatile ed estremamente interessante sotto tanti aspetti, capace di regalarti momenti di svago, ma, allo stesso tempo, consigli utili per la quotidianità.

La curiosità di entrambe verso il blog dell’altra ha dato vita a momenti, dapprima “virtuali” e poi reali, di scambio e dialogo, consentendo alle nostre due personalità ed individualità di conoscersi e di intrecciare i rispettivi cammini.

Come in ogni relazione umana che si rispetti, ma in cui si vuole prima sondare il terreno per capire se la sintonia iniziale è qualcosa di significativo oppure no, io ed Elizabeth ci siamo conosciute lentamente, ognuna con il proprio modo di essere, mostrando all’altra piccoli pezzi di sé!

Il tempo però in questo caso ci è venuto in aiuto poiché con lo scorrere dei mesi la nostra conoscenza si è via via trasformata in una bellissima amicizia e ancora oggi sta crescendo continuamente!

Io ed Elizabeth siamo molto differenti a livello caratteriale: lei è positiva, si lancia nelle situazioni nuove senza troppa paura e ha una forza sotto diversi aspetti che io ammiro davvero tantissimo, insomma, lei è l’esatto contrario di me…

una cosa però abbiamo in comune, la sensibilità e il sapersi donare all’altro quando c’è una fiducia reciproca!

Ed eccoci arrivati ad oggi e al motivo di questo post…

Io ed Elizabeth volevamo che la nostra amicizia si manifestasse e fosse visibile anche attraverso i nostri due blog, ma essendo totalmente diversi a livello di contenuti, abbiamo dovuto riflettere molto!

Ecco che un pomeriggio, durante uno dei nostri the delle cinque, abbiamo finalmente avuto l’illuminazione e, quindi, possiamo presentarvi con grande gioia “Mamma che bello! [lab]”.

“Mamma che bello! [lab]” sarà l’incontro tra le storie e la manualità: dopo aver scelto un albo illustrato, centrato su un determinato argomento o semplicemente per la sua particolarità o bellezza, io ed Elizabeth penseremo ad un oggetto da realizzare insieme ai bambini che richiama la storia scelta.

Questo oggetto consentirà alla storia di prendere vita, consentendo così ai bambini di contribuire in modo pratico alla realizzazione, di poter rileggere e rivivere la storia sotto un’altra luce, ma anche di possederne un pezzettino nella propria casa!

Le attività che proporremo saranno semplici, di facile realizzazione e i materiali che occorreranno saranno principalmente di recupero e, quindi, alla portata di tutti! “Mamma che bello! [lab]” avrà cadenza mensile e potrete trovare sia la parte scritta con le spiegazioni dettagliate che il video che vi accompagnerà alla realizzazione dell’oggetto!

Io ed Elizabeth siamo molto entusiaste di questo progetto e speriamo che piaccia anche a voi! Quindi, tenetevi pronti perché presto pubblicheremo il primo lab…

nel frattempo vi lascio il nostro video di presentazione…

p.s.: siate clementi con me perché, a differenza di Elizabeth, è il mio primo video ed ero molto agitata…

Silvia

http://www.mammamiracconti.com

aspettando Natale, quest’anno

sono consapevole che non dovrei dirlo, ma finalmente ho il tempo di sedermi su questa sedia, davanti a questa tastiera.

quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho avuto questo privilegio?

non saprei nemmeno definirlo ormai ma di certo a me è parsa un’eternità.

perchè sebbene di motivi per scrivere ne avrei avuti tantissimi, il tempo come sempre mi è stato tiranno.

no, non inizierò con la solita e monotona cantilena di autocommiserazione su quanto potrei dare a queste pagine e quanto poco so essere costante nel mio lavoro.

perchè seppur questo non sia il mio mestiere a tutti gli effetti, sento però lo stesso carico di responsabilità e di dovere al pari di ciò che mi da da vivere ogni giorno.

eppure solo ora, con Alessandro a letto ed in preda ad una tonsillite che non lo lascia riposare bene la notte e lo tedia durante il giorno, riesco a prendermi questa pausa da tutti e da tutto.

non dovrei certo gioire per questa libertà agoniata in cambio di qualche dose di antibiotico, ma dentro di me si, mi sento serena ora.

perchè scrivere per me è come viaggiare.

un viaggio interiore che mi aiuta sempre a dare un senso alle cose.

ed in questo tempo quanto avrei voluto viaggiare!

sono state settimane lunghissime, interminabili, frammentate da sprazzi di momenti di sole ed altri di profonda nebbia.

sono successe così tante cose, e come sempre tutte una dietro l’altra, che nemmeno saprei da dove iniziare.

credo partirò proprio dalla fine allora.

ma si, direi che potrebbe funzionare.

sto imparando così tanto da quando ho aperto questo diario, di me, che ho capito che a volte per capire le cose bisogna davvero partire dal fondo.

amo questa musica.

risuona nel salotto mentre le dita sulla tastiera dettano un tempo tutto loro.

è un genio Allevi, l’ho sempre sostenuto.

e per un attimo è come se le sue dita e le mie suonassero all’unisono, ma su due canali differenti, eppure così vicini.

scrivere mi porta in una sorta di trance dal quale fatico a liberarmi, lo faccio controvoglia.

parto dal fondo dunque: ormai è Natale.

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e questo Natale vorrei augurarmi davvero di avere la felicità che cerco e che merito.

perchè  quella nebbia rimanga solo un ricordo destinato a sfumare.

mi auguro di trovare sotto all’albero la felicità che merito e che meritiamo, a prescindere da tutte le persone che ci hanno ferito, umiliato, utilizzato solo per il proprio sporco fine e che non meritano questa nostra disponibilità.

non meritano la mia perlomeno.

e nemmeno le mie lacrime e la mia voglia di arrendermi.

perchè in queste settimane lunghe mi sono arresa.

ho sorriso poco e pianto tanto.

ma non mi sono aggrappata a nessuno se non a me.

non ho lasciato che nessuno si avvicinasse se non verso la fine, quando ho iniziato a capire.

a capire che davvero nessuno si salva da solo, mai.

e che stare lì faceva tanto male a me quanto a chi mi ama e si è visto allontanare di prepotenza.

mi auguro di trovare sotto all’albero le persone che meritano di starmi accanto, di starci accanto.

le persone delle quali ho tanto bisogno e che ho la necessità di sapere sempre lì, con la mano tesa a sorreggermi quando inciampo.

ho inciampato tante di quelle volte che ad un certo punto ho persino creduto di non riuscire più ad andare al passo con gli altri.

fino a pensare che forse, di alzarmi, non ne avevo voglia.

che forse, non ne valeva così tanto la pena, tanto sarebbe stato solo un labile momento prima della ricaduta.

mi auguro di trovare sotto all’albero l’amore.

quello che ho tolto in cambio del mio egoismo.

quello che non mi consente di aprirmi totalmente a nessuno se non a me, nel bene e nel male.

mi auguro di trovare sotto all’albero qualcosa di buono nel quale sperare.

perchè rialzarsi non solo è difficile, ma è un processo lungo.

un cammino in salita, faticoso, che toglie il fiato in alcuni momenti.

ma che deve proseguire.

per questo Natale non voglio altri regali se non questi.

nulla di materiale, non lo apprezzerei fino in fondo se non ricevessi prima questi doni.

ed allora quest’anno la letterina la scrivo così, e la scrivo a me.

cara Elizabeth,

ti scrivo perchè tra poco sarà Natale e sebbene tu ti stia dannando tanto per rendere felici tutti, ho una condizione da chiederti.

rendi felice te stessa, ma felice davvero.

guarda alle tue spalle e fai tesoro di ciò che nel bene e nel male hai imparato oggi.

non sempre imparare è sinonimo di gioire.

forse a volte le conquiste più grandi le facciamo così, piangendo.

come un bambino che si riempie i polmoni di aria per la prima volta e si regala la sua vita terrena.

questo Natale Elizabeth vorrei per te la felicità che meriti, le persone che meriti, le cose buone che meriti.

e sebbene io stia ora esprimendo per te i miei migliori auguri e desideri, lascio a te il compito di realizzarli.

ora tocca a te prendere in mano gli strumenti che ti sei guadagnata e costruirti nuovamente.

se è pur vero che un coccio rotto non tornerà mai più forte come un tempo, è altrettanto vero che dovrai imparare ad aggiustarlo e non a gettarlo via.

trova il tuo collante e rimetti insieme tutto.

lascia fuori l’acqua che comunque uscirebbe da qualche crepa e riempi il vaso di ciò che sai rimarrà al suo interno, ma senza danneggiarlo.

quando avrai trovato tutti gli elementi che ti servono per completare il tuo lavoro mettili insieme.

e ricordati!

che per far si che tutto vada per il meglio dovrai imparare a coordinare i movimenti, le idee e gli ingredienti, o sarà un inutile frittata mal fatta.

buona ricerca e buon lavoro!

Elizabeth

 

 

 

#buonaserata!

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