c’è posta per noi

senza rubare la scena alla grandissima Maria De Filippi, vi racconto cosa abbiamo costruito io e Nicolò qualche pomeriggio fa.

ma come sempre, andiamo per gradi.

Nicolò ama tantissimo disegnare, lo fa da sempre.

anche a scuola disegna tanto e quasi quotidianamente prepara una grafica da portare a casa per papà.

da tempo notavo che questo gesto stava diventando ormai un rituale giornaliero e siccome a casa nostra nulla si butta senza il mio consenso, ho proposto a Nicolò di preparare una sorpresa per papà.

utilizzando una scatola per capsule di caffè abbiamo dato vita ad una bellissima buca delle lettere per i disegni che Nicolò prepara per papà, a scuola ed a casa.

ecco come abbiamo fatto:

  • innanzitutto ci siamo procurati una scatola.

noi abbiamo scelto quella delle capsule del caffè, ma ottime possono essere anche le confezioni dei corn flakes, della pasta o qualsiasi ci sia in giro per casa.

servono poi:

  • pennarelli
  • nastro adesivo
  • forbici
  • corda o rafia colorata
  • salvabuchi
  • bucatrice

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per primissima cosa abbiamo, con grande attenzione, scollato tutti i lati della scatola aprendola completamente.

questa operazione è fondamentale per ri-assemblare la confezione al contrario (con la stampa all’interno).

ma se preferite potete rivestirla completamente di carte colorate o decorarla come meglio preferite.

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siccome la nostra scatola aveva il lembo superiore rotto, lo abbiamo tagliato definitivamente.

ma interessante potrebbe diventare anche crearne una versione con la classica apertura orizzontale per “imbucare” i messaggi.

a questo punto abbiamo decorato la cassetta e di questo si è occupato Nicolò (scritta “posta” a parte naturalmente).

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ora che la cassetta è decorata passiamo al ri-assemblaggio aiutandoci con il nastro adesivo.

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noi abbiamo utilizzato del nastro biadesivo che abbiamo poi rafforzato con nastro di carta.

arrivati a questo punto, la cassetta della posta è verosimilmente pronta, ma anca ancora un dettaglio: come la attacchiamo al muro?

ecco allora che grazia alla bucatrice abbiamo impresso due fori sul lato posteriore.

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il cartoncino è abbastanza resistente ma abbiamo preferito rafforzarlo utilizzando dei salvabuchi che avevamo in casa e che abbiamo applicato sia all’interno che all’esterno dei due fori.img_6773

a questo punto in base ai vostri gusti ed alle vostre necessità utilizzate una corda, un filo, una passamaneria per creare il supporto della vostra cassetta della posta.img_6774

Nicolò ha scelto di appenderla alla porta della sua cameretta ma in realtà questa provvisorietà data proprio dal supporto in corda, la rende facilmente trasportabile e dunque mobile.

in questi pomeriggi infatti ha transitato parecchio tra le porte di casa…img_6775

ora largo ai messaggi, foto, disegni e tutto ciò che volete “spedire” a mamma, papà o chi preferite voi!img_6777img_6779

spero che questo semplice ma delizioso omaggio vi abbai dato un’interessante spunto per inventare sempre qualcosa di nuovo con questi piccoli monelli!

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e qualche sera dopo…

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le NONNE.
le nonne dovrebbero essere un patrimonio mondiale riconosciuto.
la mia poi, è davvero qualcosa di fenomenale.
è nata in un epoca nella quale le cose non erano esattamente quelle di oggi.
dove i bisogni e di beni non si equiparavano mai.
dove in estate la calura ed il lavoro nei campi non davano tregua.
dove l’inverno era davvero freddo, e l’unica soluzione era darsi appuntamento nella stalla, al caldo.
quell’epoca dove le cose, quando si rompevano, venivano aggiustate.
gli oggetti, i legami, tutto.
eppure è per tanti aspetti ben più moderna di me.
alla sua età, e nonostante “la sua epoca” sia cambiata così velocemente in poco tempo, mi batte su tutto.
ha uno sguardo che è esattamente quello che vorrei avere io un domani: il giusto binomio tra esperienza (passato) e fede (futuro).
lei che fa tutto rigorosamente a mano.
la immagino nella sua cucina piccola, china sul tavolo, alla luce di una finestra sempre affacciata sul sole, mentre prepara il pranzo per tutti noi.
e nel sapore di questi dolci sento quello delle sue mani e del suo amore.
 
[e chissà cosa ne sarà quando, inevitabilmente dovremo dirci “arrivederci”.
chi cucinerà per noi tutti?
chi rammenderà i nostri pantaloni strappati, i bottoni saltati ed il nostro cuore?
forse non ci resterà che un ricordo bellissimo.
e che fortuna enorme averlo vissuto dal vero, ora.]
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Intrigoni, frappe o chiacchere; ricetta Reggiana

tra le più classiche golosità del periodo di Carnevale ci sono gli intrigoni dette anche frappe o chiacchiere a seconda della zona.

facili e veloci da preparare possiedono una storia antica, si dice che addirittura i romani friggessero  una ricetta simile direttamente nel grasso del maiale.

è un dolce tipico italiano, che varia a seconda della regione in cui viene preparato: gli intrigoni  possono essere a strisce, nodi, fiocchetti; si possono chiamare rosoni, chiacchere, lattughe, bugie.

Ingredienti per fare gli intrigoni secondo la ricetta Reggiana:

  • 240 gr farina 00
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 3 tuorli
  • 3 cucchiaini di
  • olio di semi
  • 3 cucchiai di vino bianco secco
  • Strutto o Olio per friggere
  • Zucchero a velo

impastate insieme farina, zucchero, tuorli, olio e vino.

lasciate riposare l’impasto per 30 minuti, avvolto in un canovaccio.

stendete la pasta molto sottile e ritagliare dei rettangoli.

incidete con la rotella tagliapasta i due lati più corti del rettangolo e ripiegate all’interno la parte più esterna, formando una sorta di nodo.

friggete in abbondante strutto o olio.

appena iniziano a dorarsi, scolateli e metteteli su un foglio di carta assorbente.

cospargeteli di zucchero a velo.

i vostri intrigoni sono pronti.

http://www.mangiotipico.it/news/intrigoni-frappe-o-chiacchere-ricetta-reggiana/
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bambini e gioco: come, perchè e sopratutto cosa

eccomi qua, dopo una serie di giornate nelle quali avevo voglia di scrivere queste righe, ma nelle quali una serie di eventi si sono fatti avanti facendomi mettere da parte per un pò tutto il resto.

come anticipavo qualche giorno fa, volevo dedicare un post ai giochi.

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e non intendo solo le attività o le proposte da fare con i bambini, ma anche ai veri e propri materiali e giocattoli che abbiamo a casa e che ho scelto per i miei nani.

il perchè?

perchè credo che in noi mamme ci sia sempre una continua esigenza di confronto su tutto, dalla tavola all’abbigliamento, da quante volte i nani fanno la cacca nell’arco delle ventiquattro ore, al gioco.

perchè i nostri bambini spesso ci richiedono una grande attenzione e ci acclamano invitandoci a soffermarci con loro a giocare, e sebbene la maggior parte delle volte “non è  proprio  il momento giusto…”, ci concediamo una pausa e ci sediamo con loro.

e poi non nego che, spero vivamente, che questa possa diventare anche una piccola guida di orientamento per chi i giochi li regala!

ma cosa sono i giochi? e perchè i bambini ne vanno così matti, da non accontentarsi mai?

i giochi ludici altro non sono che degli strumenti fisici e non (pensiamo ad un gioco del nascondino dove ad esempio non esiste un materiale di per sè tangibile) utilizzati al fine di divertirsi.

e non sempre è necessario che siano accessori complessi e multifunzione, molto spesso anche una semplice corda di cotone o una scatola vuota diventano lenti interessanti attraverso le quali fare scoperte molto meno banali di quello che si possa pensare.

abituarsi a lasciare ai bambini lo spazio per inventare ed immaginare è una bella sfida.

non dobbiamo avere la pretesa di insegnare loro a farlo! già lo sanno fare da soli!

piuttosto il nostro ruolo è preservare questo dono che nel tempo sfumerà inevitabilmente e mantenete viva la loro curiosità.

è un compito complessissimo ma quando ho scelto di essere mamma, ho accettato il pacchetto completo perciò zero scuse!

e non è nemmeno completamente corretto dire che i bambini non si accontentano mai.

spesso mi rendo conto che questa fame ingorda di avere sempre di più è mia di mamma più che dei miei nani in effetti.

e non è vero che i giochi sono solo per bambini, anzi!

uno degli aspetti interessanti del trovare giochi furbetti sta proprio nel fatto che tutti possono divertirsi, anche la mamma ed il papà.

ammesso che si ricordino ancora come farlo nel modo più semplice e naturale possibile.

perchè qua si apre per me un altro nodo importante: da educatrice passo molto tempo a giocare con i bambini, a proporre loro contesti e situazioni di ricerca e di apprendimento (che spesso sorprendono anche me e che mi portano a fare riflessioni su aspetti che nemmeno avevo considerato potessero emergere da quelle situazioni) ma on mi sento di aver ancora davvero ricordato pienamente come si gioca.

per noi adulti, per me, è difficile giocare, molto più che fare tante altre cose ben più complesse.

gli schemi logici, l’ordinarietà di alcuni ragionamenti, la schematicità mentale che nel tempo abbiamo fatto nostra, ci limitano tantissimo e non ci consentono di riuscire a raggiungere lo stesso sguardo che i bambini hanno sulle cose che li circonda, anche nel gioco appunto.

non riesco mai a lasciarmi andare completamente, mi sento sempre vincolata a sottili ma tenaci ragionamenti e concetti.

nel tempo però, sono arrivata a distinguere, acquistandoli e soprattutto ricevendoli in varie occasioni in regalo, i giochi e materiali in due mega-tipologie, che sono poi le stesse con le quali mi oriento sulla scelta delle proposte da fare loro.

  • i giochi self made (o giochi reinventabili)
  • i giochi monouso (o giochi con un utilizzo prestabilito)

apro una perentesi sulla distinzione che farò di entrambe le categorie: sono mie opinioni personali sulle quali è lecito trovarsi in disaccordo!

ciò che vi racconterò e motiverò nasce dall’utilizzo che nel tempo ho visto fare di queste diverse tipologie di materiali e dell’idea che mi sono fatta in merito.


i giochi self made

cos’è un gioco self made?

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un gioco che io definisco self made altro non è che uno spazio di ricerca che lascia aperte infinite porte e dunque possibilità.

mi spiego meglio.

un materiale o una situazione (ad esempio il gioco del “facciamo finta che…”) che non escludono un evoluzione della situazione stessa di gioco, ma al contrario, la provocano.

definisco come giochi self made sia i materiali più poveri e di uso quotidiano che materiali più strutturati ma che non si limitano ad un solo utilizzo statico.

per me i giochi self made in assoluto sono quelli che lasciano sempre spazio all’imprevisto, all’evoluzione.

giorni fa proposi a Nicolò una scatola con farina di mais, alcuni animali ed una ruspa.

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inizialmente Nicolò rimase al tavolo, lontano da Alessandro, a giocare a scavare.

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ma al termine della mattinata anche quel gioco stava diventando troppo statico, così Nicolò ha avuto un’idea geniale, approfittando di un mio momento di distrazione e…

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nella sua cameretta, in assoluto silenzio, ha dato via ad uno scenario di gioco diverso!

chi non si sarebbe arrabbiato? che macello vi immaginate pulire tutto quanto?

beh io non l’ho fatto!

anzi, l’ho fotografato e sono rimasta in silenzio ad osservare cosa accadeva.

“ti ricordi mamma, è come al mare con Diego quando giocavo nella sabbia!”

come si fa ad interrompere quel gioco e quelle parole?

ed Alessandro? ma lui è piccolo e mangerà tutto!

nemmeno ciò è accaduto, anzi.

mentre Nicolò giocava alla spiaggia provando a costruire castelli di mais, Alessandro (più piccolo e fisicamente al primo approccio sensoriale con questo elemento) si è immerso nella farina toccandola con tutto il corpo.

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ecco questi sono i giochi che preferisco facciano piuttosto che stare ore davanti alla televisione o schiacciare due pulsanti su un giochino plasticoso che dopo poco diventa anche poco interessante.

alla fine del tutto, quando ormai si erano stancati ho pulito.

e sono sopravvissuta benissimo a tutto questo, anzi! loro si sono lasciati andare a questo gioco per tutta la mattina e la prima parte del pomeriggio concedendomi anche di fare alto nel frattempo!

i giochi furbetti che io preferisco sono proprio questi, quelli che lasciano spazio per essere reinventati, per non diventare noioso dopo due minuti, ma sempre interessanti perchè sempre diversi.

come la luce.

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un elemento che affascina tantissimo i bambini e con il quale è facilissimo inventare nuovi giochi.

la luce del sole poi, è gratis!

e la cosa bella è il fatto che sia sfuggente: a volte c’è, a volte no.

ruota nelle stanze, scappa, si nasconde e filtra attraverso oggetti proiettando ombre sui muri e sui pavimenti, sugli arredi.

dunque ancora più bella perchè si può colorare, schermare, offuscare, travestirsi e travestirla.

noi abbiamo poi la grande fortuna di avere una lavagna luminosa che in questo caso ci offre davvero non poche suggestioni!

ma il gioco furbetto che più amo è reinventare ciò che di quotidiano ho in casa.

tutti in questa casa sanno che, prima di buttare via qualcosa, si passa dal mio ok!

perchè se fosse per me a tutto ridarei vita e forma, ma se così facessi avrei la necessità di una casa più grande!

ma su alcuni materiali proprio non i trattengo.

come le scatole di cartone che sono diventate delle cassette per i messaggi ed i disegni che a casa Nicolò lascia a mamma, papà ed Alessandro.

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siamo partiti da una confezione di cartone di capsule del caffè…

ma credo sarebbe divertente se scrivessi in un prossimo post il tutorial per realizzarla!

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insomma i giochi self made per me sono quei contesti e quei materiali che si prestano aprendosi ad infinite possibilità.

e sono quelli che non stancano mai e costano meno!

dunque ricapitolando, cosa preferisco?

  • colori (tempere, acquerelli, pennarelli, pastelli, pastelli a cera, matite…)
  • materiali naturali (sabbia, pigne, foglie, bastoncini, tranci di legno, sassi piatti…)
  • luce (di fonte naturale o artificiale, torce, materiali in trasparenza, colorati…)
  • libri (con o senza il testo)
  • oggetti di recupero (tutto ciò che la casa ed il momento possono offrirmi)


i giochi monouso

i giochi monouso li definisco così perchè sono per la maggior parte giochi che hanno un loro utilizzo prestabilito e che generalmente vengono pensati per essere utilizzati solo in quel modo.

penso ad esempio ai giochi sonori per i più piccolini.

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quelli plasticosi (come li chiamo molto spesso) con pulsanti, luci e suoni.

bellissimi, coloratissimi, rumorosissimi e molto noiosi nel giro di poco tempo.

ance noi a casa abbiamo diversi giochi così ma spesso rimangono tra le seconde e terze scelte di Nicolò ed Alassandro.

fortunatamente però, tra la mischia, alcuni si differenziano sempre da altri per la capacità di prestarsi, nella loro staticità, a più giochi.

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come questi vasetti che possono essere impilati a torre, ma anche messi il linea uno affianco dell’altro o ancora divisi per colore.

che possono contenere oggetti ed essere utilizzati anche nella vasca da bagno perchè, grazie ai fori sul fondo, fanno scendere l’acqua e risultano molto divertenti nei travasi.

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Nicolò adora i Lego Duplo e da quando va a scuola è stata una continua evoluzione nel suo modo di costruire.

ora prende molto spunto dagli amici più grandi e si mette alla prova ricercando costruzioni sempre più complesse.

la cosa che più mi piace di questi mattoncini è che in realtà si prestano sempre per nuove costruzioni che Nicolò accompagna con grandi racconti.

Nicolò li ricerca molto, soprattutto quando ha la necessità di prendersi un momento di raccoglimento per rilassarsi e da un pò di tempo anche Alessandro partecipa iniziando a fare le prove con le sue prime costruzioni.

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altro gioco sicuramente altrettanto formale ma che i bambini ricercano comunque molto poichè lo utilizzano come “tana” (siamo nella fase tana con Nicolò da qualche mese) è la tenda dei vigili del fuoco.

tralasciando il discorso ormai più e più volte ripetuto della passione per questo corpo speciale che ha Nicolò, questa tenda richiudibile è per loro un luogo dove nascondersi, dove giocare “a fare la casa”, dove rintanarsi per leggere o “per fare pic nic”.

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amo i giochi in legno.

trovo in loro la poesia dei giochi di una volta, la semplicità e la semplicità.

li preferisco notevolmente a tutto ciò che è plastico (penso si sia ampiamente capito no?).

la pista del treno credo sia un evergreen che avvicini un pò tutte le generazioni, dai nonni ai piccoli di casa e che, come tante altre proposte, sia un gioco per bambini e bambine.

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indubbiamente il treno ha sempre, come mezzo, un grande fascino per i bambini e costruire infinite piste che passano sotto le sedie del living, tra le poltrone è per Nicolò un gioco rilassante che poi lui accompagna con ambientazioni fatte da animali che pascolano, casette in legno che costruisce con infinita pazienza.

tutto questo mentre Alessandro cerca di dare a modo suo un contributo, ma che si riduce sempre al leccare ogni oggetto si trovi davanti.img_6858img_6859

ultimi ma non ultimi i mezzi.

Nicolò ne ha diversi e li adora!

come tutti i maschietti ama giocare con camion, macchine, trattori ed ogni genere di mezzo di trasporto, di soccorso o da lavoro che gli capita sotto mano.

naturalmente questi giochi si prestano ad un solo utilizzo, ma ciò che in realtà è un aspetto importante è lo scenario che il bambino crea nel giocare.

inventare incendi da domare, materiali da trasportare, strade da percorrere sono la parte più divertente del giocare, persino più bella del mezzo stesso.

anche se quelli della Bruder sono davvero imbattibili!

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dunque ricapitolando, cosa preferisco?

  • mattoncini (offrono la possibilità di costruire sempre qualcosa di differente)
  • pista del treno (i bambini sanno costruirne contesti e narrazioni sempre diverse)
  • tende, tepee, nascondigli (chi non ha mai fatto le capanne con coperte e cuscini?)

insomma quando scelgo i giochi o le proposte per Nicolò ed Alessandro la prima domanda che mi faccio è: cosa impareranno? sarà abbastanza divertente o si annoieranno dopo poco?

perchè quando ho mille cose da mettere in fila in casa e li lascio nella camera a giocare, vorrei che oltre ad intrattenersi a lungo (siamo tutte umane noi mamme!) facessero anche qualcosa di “intelligente”, che lasci loro sia un vissuto ludico e dunque divertente, che un vissuto fatto di consapevolezze, scoperte e conoscenze.

e poi farlo insieme, tra fratelli, non è forse ancora più importante?

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vi ricordate quando vi parlai del mio frigorifero e di quanto fosse difficile riuscire a conservare i cibi freschi o preparati senza sprecare e buttare nulla?

perchè diciamocelo chiaro, è un mal comune questo…

e ricordate quando vi raccontai di come ero riuscita a trovare una soluzione efficacie appoggiandomi alla linea di conservazione Tupperware?

se ve lo siete persi vi rinfresco la memoria.

cliccando qua sotto troverete il post che pubblicai all’epoca, nel marzo 2016:

https://unthetraamiche.wordpress.com/2016/03/16/il-frigorifero-quel-misterioso-mondo-in-collaborazione-con-tupperware-italia/

a distanza di mesi eccomi nuovamente qua.

soddisfatta? si moltissimo.

ma allora, cos’altro posso suggerirvi?

è proprio questo il motivo per il quale sono qua, ho un nuovo spunto per voi.

ho conosciuto Marc qualche settimana fa, casualmente, come capita la maggior parte delle volte.

come tanti altri aveva letto questo post sulla conservazione e mi contattò per parlarmi del suo lavoro e di un’interessante progetto grafico da lui elaborato.

insieme ci siamo confrontati, lui si è aperto a me illustrandomi il suo lavoro e la sua frizzante personalità.

la sua vita è un continuo check-in e check-out tra Roma, Milano ed il Mondo.

il suo profilo sui social è un inno alla buona cucina ed alla vita.

tra scatti di piatti meravigliosamente preparati e dal sapore indubbiamente ottimo ed invitante, a fusoliere di aerei pronti per partire per un nuovo viaggio tra il cielo e le nuvole alla ricerca di nuove avventure (di piacere e di lavoro).

un ragazzo della mia età ma con un grande spirito e voglia di fare.

e mi ha appassionato così tanto questa sua ricerca ed elaborazione che non ho potuto far a meno di ritagliargli uno spazio qua, al tavolo con noi tutte.

l’ho intervistato per voi ed ecco cosa mi ha raccontato…

E: ciao Marc, cosa fai di bello e soprattutto, chi sei?

M: Ciao Elizabeth, come spiegarti chi sono? mmm, vediamo… sicuramente sono umano e non vengo da Marte!

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Scherzi a parte, ho 30 anni, sono mezzo siciliano e mezzo francese (anche se comunque al 99,99% siculo).

Nella vita sono una sottospecie di webmaster anche se sarebbe riduttivo limitarmi a questo appellativo perchè in realtà gestisco tutta una serie di siti internet e mi cimento sempre in nuovi progetti.

Uno dei più recenti che mi sta dando qualche soddisfazione è SuperCuoca.

http://www.supercuoca.it/
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in modo particolare Marc ha redatto, nel tempo, un infografica, ovvero una guida grafica alla giusta conservazione del cibo fresco e preparato in frigorifero.

E: da cosa nasce la necessità di redarre una infografica proprio sul tema del cibo?

M: L’infografica è nata dall’idea di fare qualcosa che potesse piacere ad altre blogger e agli utenti in generale.

Se fosse stata apprezzata sarebbe stato un motivo in più per far conoscere il mio sito di cucina SuperCuoca.

E’ lì che è stata pubblicata l’infografica ed è quindi ovvio che parlasse di cibo.

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Ho in programma di farne un’altra entro breve (devo solo trovare il tempo, quello manca quasi sempre!).

http://www.supercuoca.it/altro/tempi-di-conservazione-del-cibo-420.html

E: com’è il tuo frigorifero oggi?

M: Il mio frigorifero è perennemente vuoto o al massimo quando è pieno puoi trovarlo pieno zeppo di verdure e ortaggi: il cassetto porta-verdure è praticamente inutile perchè tutto il frigo viene trasformato in un unico cassettone gigante.

Comunque anche oggi è ordinato (qualche salume non manca quasi mai, ne sono goloso devo ammetterlo).

E: cosa ti sentiresti di consigliare a chi ti sta leggendo in questo momento?

M:  Il mio consiglio del giorno è di sperimentare tra i fornelli, di non soffermarsi alla sola ricetta da seguire passo dopo passo ma di andare anche oltre e di essere avidi di informazioni per migliorare la tecnica e la propria conoscenza culinaria giorno dopo giorno.

ed ha ragione Marc!

a tal proposito mi ritorna alla mente un pensiero che lessi tempo fa e che ne feci motto nella mia cucina di casa:

 

Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare.

E: come possiamo contattarti e seguirti?

M: Sono sempre disponibile ad aiutare chi mi segue, a fornire consigli e pareri.

Per qualsiasi cosa sono sempre reperibile sul mio sito www.supercuoca.it (c’è anche l’apposita pagina dei contatti) o anche sulla mia pagina Facebook https://www.facebook.com/supercuoca/

conoscere Marc è stato interessante e divertente.

è un giovane uomo pieno di vitalità e davvero di grande disponibilità anche nel chiarirmi alcuni passaggi rispondendo ad alcune mie curiosità.

oggi la sua infografica ha trovato posto sul frigorifero di casa mia e mi sta aiutando parecchio a farmi chiarezza su come ed in che tempi conservare gli avanzi o le preparazioni che quotidianamente mi trovo a sperimentare.

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il suo sito SuperCuoca inoltre offre tantissimi spunti davvero molto interessanti per ricette nuove che sicuramente proverò e delle quali vi parlerò.

se anche voi volete scaricare la versione stampabile dell’infografica vi suggerisco di cliccare sul link qua sotto:

http://www.supercuoca.it/altro/tempi-di-conservazione-del-cibo-420.html

grazie mille Marc dell’ottimo lavoro che hai fatto e che sicuramente sarà un toccasana nelle nostre cucine.

aspettiamo ora il tuo prossimo progetto con altrettanta curiosità!

a presto!

uno spazio a misura di bambino

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i miei bambini cambiano continuamente.
non solo perchè crescono (anche), ma perchè la loro curiosità evolve con i giorni, con le nuove domande che si pongono (e ci pongono) e con le nuove consapevolezze che costruiscono e mi restituiscono.
ma come scelgo i giochi ed i materiali con i quali prendere le misure sul mondo e su loro stessi?

presto ve lo racconterò…

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ultimi acquisti: kid zone

questa mattina sono uscita di buon’ora per accompagnare a scuola Nicolò e con la scusa di alcuni appuntamenti ho approfittato anche per fare una scappata da NKD e spiare l’angolo delle occasioni e dei saldi.

ho trovato alcuni capi per il nano, dei quali avevo necessità, ad un ottimo prezzo.

Alessandro ormai cresce senza controllo ed ho la necessità di ravvivare spesso il suo guardaroba, ma senza spendere una follia!

ecco cosa ho trovato stamattina e perchè ho scelto questi capi.

acquisti per Alessandro (9 mesi)

in inverno per Alessandro, così come fu per Nicolò alla stessa epoca, preferisco utilizzare la calzamaglia quando usciamo.

questo mi permette di assicurargli piedi e gambotte caldi e senza rischio di ciccia scoperta.

in casa invece opto per delle più comode calzine ed antiscivolo (eh si, il ragazzo ci prova a camminare!).

ecco alcuni set interessanti ed anche molto carini.

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questo paio di calze antiscivolo fa parte di un set di due pezzi di colori differenti ma con la grafica in comune. il camion dei pompieri.

naturalmente il lato emotivo di mamma che c’è in me non ha potuto resistere a questo completo visto e considerato l’interesse dei miei nani per questo elemento!

ecco allora che ho acquistato il bipack che contiene appunto un paio di calzine melange chiaro, con il collo a metà polpaccio e questo spiritoso richiamo sulla lunghezza del gambale.

la pianta è ricca di antiscivolo a forma di macchinina e l’interno in morbida spugna (anche abbastanza spessa al tatto) permetterà al piede cicciottello di Alessandro di godere di maggiore comodità nel muoversi e nel camminare.

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il secondo paio è di un colore jeans sempre melange.

anche in questo caso sulla pianta c’è l’inserto antiscivolo con la simpatica stampa a macchinina.

il ricamo invece è posizionato sulla punta del piede e rivolto verso gli occhi di chi indossa il calzino.

sul gambale invece c’è un ricamo fatto a righe orizzontali a colori alternati che richiamano gli stessi colori del disegno.img_6801img_6802

calzini antiscivolo per bambini € 3.99 [sconto del 30% – € 2.79]

rimaniamo sempre sul tema dei mezzi ma cambiamo ambientazione e ci spostiamo in cantiere.

ho acquistato questa simpatica calzamaglia a tema “ruspe”.

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generalmente si è portati a vedere la calzamaglia come un elemento prettamente femminile, ecco dunque una valida alternativa ai colori classici e tinta unita.

amo le calzamaglie di NKD perchè hanno delle bellissime grafiche, anche molto simpatiche, e che “sdrammatizzano” un pò questa convenzione che le vuole solo per bambine.

ne abbiamo di diversi modelli ed oggi ho acquistato questo modello con le ruspe da cantiere.

di due colorazioni, blu scuro e celeste, questo modello alterna le righe (sempre classiche) con un ricamosul lato interno ed esterno della caviglia e sul pannello posteriore (proprio sul sederotto del nano insomma).

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le righe, in questa colorazione grigio, celeste e bianco rendono questa calzamaglia un capo abbinabile a qualsiasi outfit più classico.img_6808

il ricamo invece sul pannello posteriore rende davvero più divertente il capo (non vedo l’ora di vederle indossare da Alessandro con il suo bel sederotto).

calzamaglia neonato € 2.99 [sconto del 30% – € 2.09 ]

sempre calzamaglia di altra fattura e decisamente più adatta alle freddissime giornate invernali come quella di oggi è quella che vi presento ora.

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perchè è differente dalla prima?

ecco alcune caratteristiche che mi hanno fatto pensare DEVO AVERLA!

  • il tessuto è completamente in spugna al 100%, dalla fascia addominale al piedino e questa caratteristica la rende perfetta e molto coprente in queste giornate di inverno siberiano

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  • a parità di misura calza un pò più stretta dunque ha una vestibilità maggiore rispetto alla calzamaglia classica in cotone o maglia pur rimanendo ben sostenitiva nei giusti punti e confortevole nei movimenti

il disegno è semplicissimo: un alternarsi di righe orizzontali sui toni del blu, celeste ed azzurro a bande larghe.

non ha ricami e nessun tipo di grafica.

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unica particolarità, il piede.

la colorazione gioca su un effetto “finta scarpa” che ricorda molto le scarpette da bambina (in verità) ma che a me personalmente poco importa e dunque non mi ha influenzato nell’acquisto.

calzamaglia neonato € 4.99 [sconto del 30% – € 3.49]

cambio ora genere pur rimanendo in tema neonati, con un paio di articoli non in sconto ma ottimi per le necessità mie e di Alessandro soprattutto ora che, crescendo, sta aumentando la sua statura e la sua necessità di muoversi mi impone la ricerca di capi sempre più comodi.

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ecco un completo pantaloni-maglia spezzato che ho abbinato io scegliendo tra i vari modelli e colori disponibili sullo scaffale.

i pantaloni sono azzurri con inserti in arancione e giallo e l’interno è leggermente felpato, ottimo per stare in casa o per le giornate meno fredde.

la maglietta è una semplice t-shirt a manica lunga, con questa stampa classica a righe orizzontali sui toni del blu, azzurro e bianco e con questa cucitura arancione sul colletto.

è una maglietta leggera in cotone perciò da abbinare poi ad una felpa o un cardigan più pesante.

la maglietta inoltre non ha bottoni ma è un capo esclusivamente a girocollo.

maglietta neonato € 3.99

pantaloni neonato € 4.99


spesa totale: €17.50

questi sono gli ultimissimi acquisti in saldo per Alessandro, pochi ma indispensabili capi ad un prezzo davvero low!

ps: devo ammettere che mi sono divertita tantissimo a realizzare questo piccolo (e molto casereccio) set fotografico.spero di aver divertito anche voi!

giochiamo insieme?

 queste sono ufficialmente giornate di rientri.
Nicolò è tornato a casa da scuola carico di entusiasmo lo scorso pomeriggio.
la mamma stasera riprenderà il lavoro.
ed in questi gelidi pomeriggi ad aspettare che anche papà faccia rientro a casa, ci dedichiamo al homemade.
proprio ieri Nicolò, tornando a casa, stringeva fiero tra le mani il disegno fatto a scuola.
“lo faccio vedere al papà” mi ha detto entrando nel cortile del condominio.
e rientrati a casa ha voluto farne ancora tanti altri di disegni per il suo “pa”, come lo chiama lui.
ed insieme abbiamo costruito una cassetta per la posta.
da tenere in casa, dove scambiarci disegni e pensieri.

ed ha scelto lui di metterla nella sua camera, il suo luogo per eccellenza, la sua tana.[abbiamo utilizzato solo materiali di recupero: una confezione di cialde del caffè, rafia colorata e tanti, tantissimi disegni]

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