e poi arriva lui…

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non mi sono mai soffermata troppo a parlarvi di Nabile.

è una presenza ricorrente tra queste pagine ed è soprattutto grazie a lui se esiste questo blog, anche se resta sempre dietro le quinte.

perchè lui è il mio primo ammiratore, quello che mentre batto le dita sulla tastiera o mi soffermo a riflettere, per primo mi chiede “a cosa stai lavorando? come vanno le cose?”.

perchè da subito ci ha creduto tantissimo, forse più di quanto non abbia fatto io.

perchè lui è così, ha un forte entusiasmo e le novità non lo spaesano, ma ci si butta a capofitto.

è soprattutto grazie a lui dunque se sto scrivendo queste righe.

perchè se non ci fosse lui, in certi momenti mi sentieri davvero persa e mi ancherebbe qualcosa di fondamentale, un organo vitale.

ci siamo incontrati nel 2008 ma non era la nostra prima volta.

ci conoscevamo già da quando frequentavamo le scuole superiori.

in realtà dire ci “conoscevamo” non è proprio corretto, diciamo che prendevamo lo stesso autobus e ci vedevamo ogni mattina.

ma non ci siamo mai parlati.

probabilmente i nostri sguardi lo facevano per noi.

poi la scuola è finita, prima per lui ed un paio di anni dopo per me.

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nel frattempo le nostre vite sono andate avanti, ognuno con la sua strada da battere e i suoi semafori da attraversare.

poi nel 2008 ci siamo ritrovati, casualmente credo, o forse no.

forse era così che dovevano andare le cose.

ha poca importanza, ciò che importa è che sia accaduto.

ed ecco allora le prime parole imbarazzate, i primi cenni di saluto.

fino a quando non abbiamo capito che era inutile nascondere qualcosa che stava venendo fuori.

e non lo abbiamo nascosto, nemmeno a noi stessi.

e da allora è stata tutta un’avventura.

come quando si va sulle montagne russe, salite, discese, curve che ti tolgono il fiato, con l’adrenalina a mille.

l’abbiamo vissuta tutta d’un fiato, a pieni polmoni.

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poi nel 2011 decide di andare a vivere da solo.

io non l’ho seguito subito, ho preferito aspettare un altro anno.

così nel frattempo mentre dividevo il guardaroba tra due case, mentre avevo una piastra per capelli a casa dei miei ed una a casa sua, mentre giravo con la valigia sempre in macchina, lui ha iniziato a costruire la sua indipendenza.

e questo non è un male anzi!

ha imparato a cucinare, a fare il bucato, a sistemare casa, ad occuparsi della spesa e delle bollette.

insomma, ho lasciato che facesse un pò di pratica!

così quando nel 2012 siamo andati a vivere insieme, mi sono ritrovata un uomo autonomo ed organizzato, beata me!

Nabile è fantastico in casa mi aiuta davvero tantissimo e non posso dire nulla!

ama fare la spesa, girare per negozi, prendersi cura di me e di Nicolò.

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perchè è anche un padre fantastico, attento ma con quel pizzico di spensieratezza che caratterizza la nostra età.

Nicolò lo adora e lo vede come un fortissimo punto di riferimento, soprattutto in questi ultimi mesi.

Nabile ha un carattere fantastico, credo che non si possa non voler bene ad una persona come lui.

ha sempre il sorriso sulle labbra anche quando magari è preoccupato per qualcosa, è sempre curioso di sapere come è andata la nostra giornata, se ci siamo divertiti, se mi sono riposata o se ho incontrato qualcuno.

e quando rientra dal lavoro ha la straordinaria capacità di lasciare fuori dalla porta le preoccupazioni ed i problemi, per riprenderli l’indomani quando uscirà di nuovo.

una dote che ammiro molto perchè io non sono così brava a dire la verità, anzi a volte approfitto di lui per sfogarmi.

Nabile ha sempre la battuta pronta, una parola per chiunque.

mi sento davvero fortunata ad averlo trovato io e me lo tengo bene stretto!

ed adesso che arriverà il piccolo so che mi sarà di grande aiuto, sia con i bambini che con tutto il resto.

perchè su di lui so di poter sempre contare! e lui sa di poter contare sempre su di me!

insomma a distanza di otto anni eccoci ancora qua, come ieri.

più maturi, cresciuti, più consapevoli e meno ragazzini ma sempre uniti.

perchè siamo una squadra, una squadra davvero solida.

insomma mi sembrava il minimo dedicare a lui qualche riga, perchè credo che si meriti davvero uno spazio tra queste pagine.

perchè è anche grazie a lui se sono felicemente felice!

 

 

torta alle carote [in collaborazione con Cristina di Tupperware Italia]

eccoci tornate con una nuova ricetta!

cosa c’è di meglio di una torta di carote a merenda?

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ecco allora che vi proponiamo una ricetta semplice e molto veloce per realizzare una morbida e gustosa torta di carote.

ingredienti:

  • carote biologiche (la quantità varia a seconda del vostro gusto personale) io ne ho utilizzate circa 200 gr
  • 3 uova fresche
  • 300 gr di farina tipo 00
  • 200 gr di zucchero (io utilizzo quello di canna integrale)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 fialetta di aroma di vaniglia
  • 1 bicchiere di latte fresco
  • 1 bicchiere di olio di semi (in sostituzione al burro)

preparazione:

misurate innanzitutto la farina e lo zucchero con la pratica brocca  misuratrice:

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brocca misuratrice

200 gr di zucchero e 300 di farina tipo 00 alla quale potete aggiungere anche il lievito.

mano a mano che dosate gli ingredienti versateli nella capiente ciotola da 4,5 litri.

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la ciotola da 4,5 l

unite ora le uova, l’aroma di vaniglia, il latte fresco e l’olio di semi.

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cucchiaio forato tecna

aiutatevi con il cucchiaio forato tecna per amalgamare a poco a poco gli ingredienti.

otterrete un impasto cremoso e senza grumi.

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ventsmart da 4,4 litri

quando acquisto le carote ne compro sempre in grandi quantità, che po conservo in frigorifero nel ventsmart da 4,4 litri andando così a ridurre lo spreco di verdure che si deteriorano nei giorni, ed al contempo garantendomi sempre la disponibilità di ortaggi in casa freschi a lungo come appena acquistati.

le carote, all’interno di questo contenitore frigo, durano fino a 5 settimane senza problemi!

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set di pelaverdure

passiamo dunque alla preparazione delle carote per la nostra torta.

con i pelaverdure della linea tupperware riuscirete a sbucciare senza problemi le carote, rimuovendo semplicemente la buccia esterna e senza andare ad intaccare il prodotto.

lavate le carote sbucciate sotto abbondante acqua corrente in modo da rimuovere completamente residui eventuali di terriccio.

tagliate le carote a tocchetti e mettetele nel turbo chef riempiendolo per 2/3 della capienza, questo al fine di ottenere un migliore risultato ed una maggiore prestazione dello stesso.

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il turbo chef della linea chef

richiudete poi il coperchio assicurandovi che sia ben saldo ed iniziate a tirare delicatamente la cordina in modo da rompere i primi tocchetti di carota.

una volta che vi sarete assicurati la funzionalità delle lame, procedete in maniera più decisa sminuzzando finemente la carota.

la grandezza del prodotto è a discrezione dei vostri gusti personali, io la trito davvero molto piccola perchè è a mio avviso più gradevole successivamente alla cottura, durante la degustazione.

una volta che avrete sminuzzato tutte le carote, aggiungetele al composto e reimpastate in modo da incorporare anche la parte granulosa.

versate poi in uno stampo o in una tortiera ed infornate a 180°C per circa 40 minuti.

potete servire accompagnata da zucchero a velo.

buon lavoro e buon divertimento!

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torta di carote

 

 

Paris, mon amour!

e mi ritrovo a riordinare sul computer le fotografie della nostra vita.

ecco allora che mi scorrono davanti, come tanti soldatini sull’attenti, gli scatti del nostro primo viaggio in tre.

era il settembre inoltrato del 2014, un settembre caldo che si affacciava ad un autunno che si prospettava mite e ricco ancora di sole.

decidemmo quell’estate di rinunciare alle vacanze al mare per concederci questo viaggio tutti e tre insieme: io, Nicolò e papà.

e con grande emozione ricordo i giorni nei quali ci preparavamo a quella partenza.

non ci siamo mai fatti scoraggiare dal fatto di avere un bambino piccolo, eravamo decisi a volerci buttare in quella nuova avventura e coinvolgere Nicolò in questo.

perciò dopo aver caricato le valige, il passeggino, la fascia e la reflex abbiamo chiuso le portiere dell’automobile e ci siamo diretti verso Bologna, in aeroporto.

ricordo che quella mattina il sole era piacevolmente caldo e preannunciava un weekend sereno.

all’arrivo in aeroporto Nicolò era entusiasta di tutta quella gente che, come operose formiche, passavano veloci davanti a noi, per poi partire.

partire per posti lontani, ritornare a casa, chissà.

e noi sui divanetti in attesa del nostro volo.

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io e Nicolò in attesa dell’imbarco

finalmente quando arrivò la nostra chiamata potemmo assaporare l’inizio del viaggio, dell’avventura.

il volo fu davvero tranquillo, come Nicolò del resto, che si addormentò poco dopo il decollo per risvegliarsi solamente un’ora e mezza più tardi, all’arrivo a Parigi.

una volta ritirati i bagagli raggiungemmo il nostro albergo dove sistemammo le nostre cose, cenammo e ci riposammo in attesa dell’indomani mattina.

avevamo scelto un alloggio nel quartiere storico di Montmartre, il quartiere degli artisti, abbarbicato sulla collina che guarda la città.

un quartiere che sa di storia, di arte, di musica e di poesia.

vi accompagno allora brevemente un dentro al nostro viaggio ed alle meraviglie che abbiamo avuto la prossibilità di portare a casa con noi nella nostra valigia.

Montmartre e la Basilica del Sacro Cuore

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la Basilica del Sacro Cuore

eccola sulla cima della collina svettare imponente e candida nel suo bianco la Basilica del Sacro Cuore, con le sue forme, con la sua luce.

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panoramica sulla città (vista dalla Basilica)

la sera poi, si può godere dello splendido tramonto sui tetti e sulle case di Parigi, soffermarsi tra la gente seduta sugli scalini a contemplare un panorama frutto del pennello di un’abile artista.

Montmartre è una collina nella zona nord di Parigi, di cui rappresenta il punto più alto, all’interno del XVIII arrondissement, sulla rive droite, molto nota per la Basilica del Sacro Cuore posta sulla sua sommità e per essere stato il centro della vita bohémienne durante la Belle Époque.
Durante il periodo di Napoleone III e il suo urbanista Haussmann vicino al centro della città, gli abitanti originari si spinsero verso i confini della città e verso la collina di Montmartre.
Dato che Montmartre era al di fuori dei confini della città, libera dalle tasse di Parigi e con una produzione di vino locale (tuttora conserva le uniche vigne di Parigi), divenne in breve una zona popolare per il divertimento.
L’area si sviluppò come il centro dell’intrattenimento decadente alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, rappresentato dai cabaret del Moulin Rouge e de Le Chat Noir; in questo stesso periodo Montmartre – a causa della sua economicità – fu il luogo prediletto da vari pittori, tra cuiPissarro, Toulouse-Lautrec, Steinlen, Van Gogh, Modigliani, Picasso e Maurice Utrillo, l’unico che vi era anche nato.
(cenni storici, fonte da wikipedia)

vi allego il link con la mappa:

Montmartre è poi anche famoso per il più celebre dei locali: il Moulin Rouge.

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il Moulin Rouge

papà non poteva non farsi immortalare davanti al caratteristico ingresso!

una delle prime mete che ci prospettammo per l’indomani fu, neanche a dirlo, la Torre Eiffel.

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la Torre Eiffel

non si può descrivere tanta eleganza e tanta maestosità, non credo sarei in grado di trovare le giuste parole.

credo valga la pena andare a Parigi almeno una volta nella vita e godere di questo spettacolo, perchè qualsiasi parola sarebbe davvero non sufficiente a sostenere ciò che si prova davanti a questo monumento storico.

La torre Eiffel (in lingua francesetour Eiffel, la cui pronuncia corretta è tuʁ ɛfɛl) è il monumento più famoso di Parigi, conosciuta in tutto il mondo come simbolo della città stessa e della Francia.
È visitata mediamente ogni anno da circa cinque milioni e mezzo di turisti.
Costruita in poco più di due anni, dal 1887 al 1889 (in 2 anni, 2 mesi e 5 giorni) per l’esposizione universale del 1889, che si tenne a Parigi per celebrare il centenario della Rivoluzione francese, prende il nome dal suo progettista, l’ingegnereGustave Alexandre Eiffel, che costruì anche la struttura interna della Statua della libertà.
La struttura, che con i suoi 324 m è la più alta di Parigi, venne inaugurata il 31 marzo del 1889 e fu aperta ufficialmente il 6 maggio dello stesso anno, dopo appena due anni, due mesi e cinque giorni di lavori.
Nel 1909 la Torre Eiffel rischiò di essere demolita perché contestata dall’élite artistica e letteraria della città, ma fu risparmiata solamente perché si rivelò una piattaforma ideale per le antenne di trasmissione necessarie alla nuova scienza della radiotelegrafia.
(cenni storici, fonte da wikipedia)

vi allego il link con la mappa:

quella prima mattina non fu possibile salire sulla Torre perciò decidemmo di soffermarci nel parco che la circonda e godere del panorama magnifico e del sole caldo.

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quelle giornate trascorsero all’insegna della scoperta, per noi e per Nicolò.

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assaggi d’amore sotto la Torre Eiffel

uscivamo di buon’ora dall’hotel per percorrere a piedi ed in metrò le vie della città e godere di ogni minimo attimo per poter scoprire i vicoletti più nascosti, assaggiare i piatti tipici ed incontrare nuovi profumi.

fortunatamente riuscimmo a vedere davvero tanto in quelle lunghe giornate, e la sera, uscivamo a scoprire una Parigi formicolante di luci e del chiacchiericcio della gente seduta davanti ai cafè.

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la metrò di Parigi, uno dei mezzi di trasporto più efficienti che abbiamo avuto modo di testare!

L’Oasi D’Aboukir

se soggiornate a Parigi non perdetevi questa straordinaria opera d’arte, la più innovativa in assoluto.

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uno scorcio dell’Oasi D’Aboukir

un edificio imponente dall’architettura moderna che svetta tra edifici storici.

ed un vero e proprio giardino verticale che ricopre completamente le pareti dell’edificio di verde e di un profumo che sa di sottobosco.

L’Oasis d’Aboukir si colloca all’interno di una tendenza mondiale rivolta alla progettazione di spazi urbani a misura d’uomo; frutto di un’iniziativa privata, il suo effetto positivo sullo spazio pubblico si è rivelato innegabile.

un giardino verticale collocato tra la rue d’Aboukir e la rue des Petits Carreaux, opera omaggio alla biodiversità, che rimarca ancora una volta la crescente necessità di spazi verdi nei grandi centri urbani.

vi allego il link con la mappa:

la Cattedrale di Notre Dame de Paris

la conoscevo solo tramite il cartone animato del “gobbo di Nnotre Dame”, o per qualche musical visto in televisione, ma mai mi sarei aspettata di trovarmi davanti un così maestoso, gotico ed elegante edificio.

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la Cattedrale di Notre Dame de Paris
La cattedrale metropolitana di Nostra Signora (in francese: Cathédrale métropolitaine Notre-Dame; in latino: Ecclesia Cathedralis Nostrae Dominae[1]), conosciuta anche come cattedrale di Notre-Dame o più semplicemente Notre-Dame (pronuncia [nɔtʁə dam]), è il principale luogo di cultocattolico di Parigi, sede vescovile dell’arcidiocesi di Parigi,[2][3][4] il cui arcivescovometropolita è anche primate di Francia.
La cattedrale, ubicata nella parte orientale dell’Île de la Cité, nel cuore della capitale francese, nella piazza omonima,[5] rappresenta una delle costruzioni gotiche più celebri del mondo ed è uno dei monumenti più visitati di Parigi.
In base alla Legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, l’edificio è proprietà dello Stato francese, come tutte le altre cattedrali fatte costruire dal Regno di Francia, ed il suo utilizzo è assegnato alla Chiesa cattolica.[6]
La cattedrale, basilica minore dal 27 febbraio 1805,[7] è monumento storico di Francia dal 1862[8] e Patrimonio dell’Umanitàdell’UNESCO dal 1991.[9]
Nell’area in cui sorge la cattedrale, originariamente si trovava un tempio pagano dedicato a Giove,[10] frutto della ricostruzione di Lutezia da parte di Caio Giulio Cesare dopo la resa di Vercingetorige del 52 a.C.[11]
Il primo luogo di culto cristiano venne eretto nel IV secolo e dedicato a santo Stefano.[12]
In stile paleocristiano, aveva cinque navate separate da colonne marmoree e sorgeva più ad ovest rispetto alla cattedrale odierna; annesso vi era un battistero dedicato a san Giovanni Battista, con il nome di Saint-Jean-le-Rond, demolito nel 1715.[12]
La cattedrale di Santo Stefano venne affiancata da un’altra dedicata alla Vergine Maria, costruita dal re merovingio Childeberto I intorno al 528.[3] Nel VII secolo la cattedrale venne restaurata in stile romanico oppure, secondo un’altra ipotesi, ricostruita utilizzando materiali provenienti dall’edificio paleocristiano.[12]
In seguito ad un incendio nell’857, la chiesa di Nostra Signora venne ricostruita in stile carolingio.
(cenni storici, fonte da wikipedia)
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l’interno e la navata centrale 

dentro alla Cattedrale emerge ancor più forte la maestosità di questo monumento.

ed un silenzio rispettoso ci ha avvolto subito.

insomma, non servono altre parole…

vi allego il link con la mappa:

il Museo del Louvre

e naturalmente non potevamo farci mancare lo straordinario Museo del Lourve, cche abbiamo in parte conosciuto nel famoso film “il codice Da Vinci”, entrando segretamente tra le sue opere più prestigiose, addentrandoci tra le gallerie ed i cunicoli.

davanti al Museo, dall’architettura particolare, svetta la piramide di vetro, moderna ed in contrasto con la storicità del luogo, ma suggestiva nella sua struttura, rovesciata all’interno del Museo stesso.

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il Museo del Louvre e la piramide di vetro vista da fuori
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la piramide capovolta all’interno del Louvre, davanti all’ingresso del Museo
Il Museo del Louvre (in franceseMusée du Louvre, [myze dy luvʁ]) a Parigi, in Francia, è uno dei più celebri musei del mondo e il primo per numero di visitatori: 8,8 milioni l’anno.[2]
Si trova sulla rive droite, nel I arrondissement, tra la Senna e Rue de Rivoli.[3]
Il museo ha preso il nome dal palazzo che lo ospita.
Originariamente una fortezza, costruita alla fine del XII secolo durante il regno del re capetingioFilippo II,[4] nei rifacimenti successivi fu sede reale e governativa.
La conformazione attuale del palazzo origina dai lavori ordinati da Carlo V nella seconda metà del XIV secolo.[5]
Fu la sede effettiva della monarchia francese fino al 1682, quando Luigi XIV si trasferì nella Reggia di Versailles, e rimase comunque la sua sede formale fino al termine dell’Ancien Régime nel 1789.
Fu il governo rivoluzionario a dare piena attuazione a progetti già avviati di trasformazione in museo, inaugurandolo come tale nel 1793, anche se il palazzo continuò ad ospitare enti governativi fino agli anni novanta.
Per iniziativa del presidente Mitterand fu sottoposto a lavori di rifacimento e ampliamento negli anni ottanta e novanta secondo il progetto denominato Grand Louvre, che comprende la caratteristica piramide di vetro e acciaio nel cortile principale.
Il ruolo centrale della Francia nella storia dell’ottocento contribuì grandemente all’accrescimento delle collezione museale, che comprende alcune delle più famose opere d’arte del mondo e manufatti di grande valore storico, come la stele degli avvoltoi e quella di Hammurabi.
Vi sono esposte la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, i due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La zattera della Medusa di Théodore Géricault, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia.
La statua equestre di Luigi XIV rappresenta il punto di origine del cosiddetto Axe historique, anche se il palazzo non è allineato con l’asse stesso.
(cenni storici, fonte da wikipedia)

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l’eleganza delle gallerie del Museo
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la Gioconda

vi allego il link con la mappa:

terminata la mattinata al Museo, durante la quale Nicolò è stato davvero molto bravo permettendoci di godere della visita, abbiamo pensato di spostarci in battello lungo la Senna e vedere la città anche da un’altra prospettiva.

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il battello sulla Senna

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insomma si può davvero affermare che avere con noi Nicolò non ci abbia assolutamente fermato, anzi, ci ha permesso di vivere appieno la nostra avventura.

vi lascio con una carrellata di immagini che concludono questo viaggio…

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l’Arco di Trionfo
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gli Champ Elisee
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la Moschea di Parigi
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i giardini della città

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insomma andate a Parigi, a maggior ragione dopo ciò che è accaduto, andate.

visitatela, respiratela, portate a casa un pò di questa città, dei suoi profumi, dei suoi colori, delle sue voci e delle sue musiche.

noi conserviamo dei meravigliosi ricordi di questo viaggio!

il primo della nostra vita insieme, in tre.

il primo di una lunga serie di avventure!

la pagella dei preferiti del periodo: profumazioni per la casa

buongiorno a tutte!

eccomi tornata con una nuova pagella dei preferiti del periodo, oggi in modo particolare vorrei parlarvi delle profumazioni per la casa che ho acquistato nel tempo e che ho provato.

alcuni di questi prodotti li sto utilizzando tutt’ora, altri li avevo provati tempo fa e li ho conservati per potervene parlare.

innanzitutto dovete sapere che sono sempre in fissa con gli odori di casa.

ho piacere, entrando in casa, di non trovarmi assalita dall’odore di cucina, ma sentire un profumo piacevole e di pulito.

attenzione però! vale lo stesso per le persone! una profumazione eccessiva non è sinonimo di pulizia e cura!

non amo i profumi eccessivamente impegnativi ed ingombranti, preferisco piuttosto profumazioni discrete ma comunque gradevoli.

adesso, durante la gravidanza, a maggior ragione ho la necessità di non essere investita da aromi troppo intensi.

credetemi, mi sento davvero male!

ecco allora alcuni prodotti che utilizzo in casa e che trovo davvero fantastici.

AIR WICK MORBIDA SETA E FIORI DI LUNA (diffusore automatico di fragranza)

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air wick diffusore e profumazione fiori di luna e morbida seta

ho acquistato questo diffusore più o meno tre anni fa e da allora alloggia nel salotto di casa.

nel tempo ho provato diverse profumazioni, acquistabili in tutti i supermercati e nei negozi di articoli per la casa.

devo dire che alla fine di una lunga ricerca ho individuato profumazioni due tra le più buone a mio avviso: fiori di luna e morbida seta e fresia e gelsomino.

fresia e gelsomino ha una delicatissima profumazione, molto fresca e primaverile, che mi ricorda i campi fioriti e l’aria frizzantina.

fiori di luna e morbida seta ha una profumazione un pò più intensa dal punto di vista della delicatezza, ma non eccessivamente invasiva, diciamola piacevolmente “piena”.

una profumazione molto più elegante e sofisticata.

entrambe, posizionando il diffusore sulla velocità media di spruzzo, durano fino a 30 giorni.

considerate la praticità di avere un diffusore che a ritmi regolari vaporizza un pò di profumo nel vostro salotto, eccezionale!

E LE PILE DURANO DAVVERO TANTISSIMO!

mi piace poi alternare ogni mese queste due profumazioni, pertanto alla conclusione di una bomboletta sostituisco con l’altra della profumazione differente.

così facendo non mi abituo mai allo stesso profumo.

ps: la vaporizzazione è frontale, perciò non tenetelo ad un altezza troppo bassa.

vi lascio qua sotto il link della linea di prodotti air wick:

IL MIO VOTO (per entrambi i prodotti) E’: 10 E LODE!

GLADE SENSE & SPRAY CUORE DI MORA

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glade sense & spray cuore di mora

questa è una delle ultime new entry in casa nostra.

in modo particolare l’ho acquistato per il bagno lavanderia, in parte per far fronte agli odori della biancheria da lavare, in parte perchè è il luogo nel quale cambiamo il pannolino a Nicolò, perciò credo non sia necessario aggiungere altro!

anche questo pratico diffusore vaporizza la frangranza attraverso un sensore di movimento posto sul pulsante che vedete in fotografia.

percepisce il vostro movimento all’interno dello spazio e vaporizza automaticamente la frangranza per poi andare in stand by e riattivarsi solamente dopo circa venti minuti.

ho scelto la profumazione cuore di mora, perchè era tra le nuove proposte e volevo provare qualcosa di nuovo e diverso dalle classiche lavanda e agrumi.

inoltre considerando che lo tengo in lavanderia, non ho la necessità che sia la stessa profumazione che utilizzo in salotto o negli altri ambienti!

l’ho posizionato sul mobiletto all’ingresso della lavanderia, subito dopo la porta di ingresso perciò capta il movimento in ingresso e vaporizza all’istante, ma ha la possibilità anche di essere applicato a parete attraverso un piccolo gancio (non incluso nella confezione).

ps: la vaporizzazione è verso l’alto!

vi lascio qua sotto il link per dare una sbirciata alla linea di prodotti glade:

http://www.glade.com/it-it

IL MIO VOTO E’: 9

SPRAY AMBIENTALE NEUTRALIZZA ODORI JUST AL CEDRO, LIMONE E PATCHOULI

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spray ambientale neutralizza odori just al cedro, limone e patchouli

come avrete avuto modo di capire, utilizziamo in casa i prodotti just e non posso che parlare assolutamente bene di questa linea di prodotti.

ho acquistato da pochi giorni questo nuovo spray ambientale approfittando di una promozione del periodo e per testare un nuovo prodotto.

questo spray neutralizza e rimuove in modo veloce e davvero efficace gli odori di casa, dalla cucina al bagno.

inoltre la profumazione di cedro, limone e patchouli ha una fragranza rinfrescante oltre ad una durata davvero garantita.

non è necessario esagerare, bastano davvero pochi spruzzi, a seconda della dimensione dell’ambiente, per avere subito una profumazione gradevole ed efficace.

dopo aver arieggiato e risistemato le camere ne spruzzo un pochino, che alterno, a seconda della necessità, allo spray eucasol di just di cui vi parlavo tempo fa.

anche in cucina è ottimo, dopo la pulizia, per ridare freschezza all’ambiente.

vi lascio qua sotto il link per conoscere tutti i prodotti della linea just:

IL MIO VOTO E’: 9

ESSENZA ALLA MENTA DI JUST

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essenza alla menta just

questo olio essenziale è davvero un portento, come tutti gli oli essenziali della linea just.

partiamo dal presupposto che un olio essenziale, in quanto tale, va usato con estrema parsimonia.

la profumazione è davvero concentrata ed intensa e bastano pochissime gocce per avere, anche negli ambienti più grandi, l’effetto desiderato.

ho acquistato di recente questo olio essenziale perchè cercavo una profumazione che oltre a dare freschezza alla casa, aiutasse in modo “passivo” il decorso dei vari raffreddamenti stagionali.

personalmente non amo ricorrere all’uso eccessivo di medicinali, ma preferisco trovare soluzioni alternative per prevenire o aiutare il normale decorso dei sintomi.

io stessa utilizzo la crema al timo e l’aucasol per aiutare il raffreddore a sfogarsi, tecnica che utilizzo anche per Nicolò e con risultati davvero sorprendenti.

insomma cercavo qualcosa da diffondere nell’ambiente in cui viviamo e che fungesse da aerosol passivo.

ecco allora che bastano davvero alcune gocce di questo olio alla menta nel vostro diffusore di fragranze o negli umidificatori dei termosifoni per rinfrescare l’aria di casa con una buonissima fragranza di menta.

e vi assicuro, credetemi, che è davvero un portento!

anche dopo ore ed ore fuori casa, al rientro, si percepisce ancora l’essenza della menta, esattamente come se fosse appena stata diffusa.

vi lascio qua sotto il link per conoscere tutti gli oli essenziali della linea just:

IL MIO VOTO E’: 10 E LODE!

ESSENZA RELAX ATTIVATORE DI JUST

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essenza relax attivatore di just

la storia di come ho conosciuto questo prodotto è davvero particolare.

la prima volta che assaporai questa profumazione ero a casa di una amica e fui subito piacevolmente attratta da questo profumo davvero particolare.

un mix di diverse erbe dall’effetto davvero particolare proprio come suggerisce lo stesso nome.

a seconda del vostro stato d’animo, ha la proprietà di rilassarvi o di riattivare le vostre energie, insomma, una vera pozione misteriosa!

quando, nel corso del travaglio, in sala parto accesero qualche candela, ne versarono poche gocce.

associo dunque questo profumo anche alla nascita di Nicolò!

e da allora l’ho sempre acquistato, senza mai buttare quel primo boccettino, che ancora conservo tra le foto della nascita di Nicolò, perchè i ricordi hanno anche un profumo ed abbiamo avuto la possibilità di trattenerlo perchè lo possa sentire anche lui, quando sarà grande.

come profumazione ammetto essere molto particolare e magari non a tutti può piacere proprio perchè un mix di diverse erbe.

quando Nicolò era più piccolo ne versavo alcune gocce nel diffusore per aiutarlo ad addormentarsi o a rilassarsi nelle ore serali.

alcune gocce sul collo o sui polsi possono essere un’ottimo accompagnamento durante la giornata, sia come profumazione, che per riequilibrare la propria energia.

se questo particolare prodotto vi ha incuriosito, vi lascio qua sotto il link per conoscerlo meglio:

IL MIO VOTO E’: 10 E LODE!

PROFUMO CONCENTRATO IN SPRAY FLEURS ROSE DI MELOGRANOANTICO

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profumo concentrato in spray fleurs rose di melogranoantico

non troverete in commercio nelle catene di supermercati o nei negozi specifici questa profumazione.

questo spray è il regalo di un’amica ed è una profumazione artigianale che ha origine in un laboratorio in toscana.

lei si chiama Raffaella e produce artigianalmente profumazioni davvero uniche.

questa che mi è stata regalata fa parte della Collection White e contiene azalea, lillà, peonia e rosa damascena.

insomma un regalo unico come il profumo che contiene!

il delicato aroma floreale mi ricorda i bouquet primaverili.

anche questo prodotto, in quanto concentrato, vi permette di ottenere una delicata profumazione nell’ambiente con pochi spruzzi.

lo trovo particolarmente accogliente nella camera da letto o in un ingresso poichè è discreto ed accogliente allo stesso tempo.

e poi vogliamo parlare della confezione? elegante, raffinata, davvero unica ed ottima come idea regalo per un’amica o per la mamma.

se non conoscete melogranoantico vi consiglio di fare un salto nei link che vi lascio qua sotto:

IL MIO VOTO È: 10

ESSENZA MULTIUSO CON CONTAGOCCE BLU DI FRAGRANTERIA

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essenza multiuso blu di fragranteria

fragranteria è una nuova e sorprendente collezione di profumi di alta qualità dedicati alla casa.

da qualche tempo mi soffermavo davanti allo scaffale del mio negozio di articoli per la casa di fiducia e non mi decidevo su quale profumazione orientarmi.

poi mi sono lasciata guidare un pò dalla curiosità ed un pò dalle parole che accompagnavano questo prodotto.

di base c’è la filosofia dell’aroma terapia legata a profumi, colori ed emozioni.

ho scelto il blu: purezza.

ho dunque acquistato sia l’essenza in gocce che il diffusore con i bastoncini.

cito testualmente l’accompagnamento al prodotto:

colorazione blu:

è il colore del cielo, dell’acqua, dell’immensità.
Rappresenta la pace, la serenità e la tenerezza.
Chi lo ama è una persona gentile e cordiale, dall’animo romantico; ha ricercate doti comunicative e instaura con il prossimo relazioni solide basate sulla fiducia e il rispetto.

profumazione:

Iris, violetta, rosa, ciclamino,
eliotropo, muschio, vaniglia

emozioni:

Si apre l’Iris più candido
In quel prato incantato
che ci ha visto correre bambini.
Mai ci siamo fermati
e ora voliamo tra le rose,
mentre ridono le violette…

insomma ditemi voi se potevo rimanere indifferente davanti ad una presentazione così.

vi assicuro che non potrei essere più fiera di questo nuovo acquisto e non vedo l’ora di provare gli altri prodotti della linea.

il profumo è davvero delicato e primaverile allo stesso tempo.

non è invadente, ma piacevolmente gradevole.

al momento lo sto utilizzando nel bagno, dove mi piace che l’ambiente sia sempre piacevolmente profumato.

l’essenza però potete utilizzarla sia in un brucia essenze, sia negli umidificatori dei termosifoni.

della stessa linea di prodotti potete trovare tantissime profumazioni differenti e tantissimi formati diversi a seconda delle vostre esigenze.

inoltre sono disponibili diverse linee di prodotti: per la cura personale, per gli ambienti e per la cura degli animali.

vi lascio il link qua sotto per conoscere questi nuovi prodotti e dare una sbirciata a tutte le linee che fragranteria vi propone:

IL MIO VOTO E’: 10 E LODE!

CANDELA GRANDE YENKEE CANDLE BEACH WOOD

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candela grande yankee candle beach wood 

chi non conosce queste candele?!

credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano goduto della profumazione assolutamente unica e fantastica di questa linea di candele profumate.

insomma credo che questa linea di prodotti entri davvero nei must a cui non posso rinunciare!

ho acquistato questa candela almeno due anni fa in un negozio di articoli per la casa e da allora non posso farne a meno.

oltre ad avere una confezione davvero bella, la sua profumazione mi ha subito catturato.

ricordo che quel pomeriggio annusai un pò tutte le candele sullo scaffale, alla ricerca di qualcosa che mi catturasse particolarmente e mi soffermai a lungo su questa profumazione.

avete presente il mare, la sabbia bagnata e quel profumo di legno umido che sa di salsedine e di vacanze?

ecco come mi sono lasciata catturare da questa candela.

pratica nella sua confezione con il coperchio ermetico che salva l’integrità dell’aroma, la accendo quando voglio rilassarmi, quando ho ospiti a casa e voglio creare un’atmosfera elegante e sofisticata.

insomma credo che questa linea di prodotti non abbia bisogno nè di troppe presentazioni, nè di troppe parole.

bisogna provarla e basta!

e ci si innamora all’istante!

vi lascio il link qua sotto per conoscere tutta la lina yankee candle:

IL MIO VOTO E’: 10 E LODE! IRRINUNCIABILE!!

insomma ecco alcuni prodotti per la profumazione della casa e dell’ambiente che ho incontrato, provato e promosso nel tempo.

spero di esservi stata di aiuto!

baci!

diventare un fratello maggiore

buongiorno a tutte!

tra qualche mese, i primi giorni di aprile, arriverà finalmente questo tanto atteso fratellino.

perchè in questi mesi ne abbiamo parlato tantissimo a Nicolò, facendo attenzione a non ossessionarlo, ma cercando di renderlo partecipe di ciò che stava accadendo.

ecco allora che ci prepariamo all’arrivo del piccolo tutti insieme.

io e Nabile abbiamo discusso a lungo rispetto a come gestire il nuovo arrivo e le possibili reazioni di Nicolò.

siamo consapevoli che per quanto entusiasta e curioso di questa pancia che cresce e si muove, l’idea del fratellino in arrivo rimane ancora un’immagine molto astratta.

non dimentichiamoci poi che Nicolò ha solo due anni, pertanto crediamo sia necessario approcciarsi a lui ed alla situazione senza dimenticare la sua età.

perchè a volte il rischio che si corre è proprio quello di attribuire improvvisamente una responsabilità maggiore al primogenito, di chiedere un’attenzione, una comprensione ed una responsabilità che non sempre vanno di pari passo con ciò che il bambino può realmente darci.

pertanto si rischia che domanda e risposta non siano esattamente in sintonia.

credo sia di fondamentale importanza non dimenticare che fino a ieri è stato lui il piccolo di casa, e che di certo l’arrivo di un neonato non può che essere un avvenimento importante e che merita la giusta attenzione.

ci siamo allora detti che dovremo stare molto attenti a come noi stessi ci porremo nei confronti di Nicolò, partendo da piccole parole che spesso possono essere pronunciate senza troppo peso ma che nel piccolo potrebbero creare situazioni sconvenienti.

insomma, diciamocela schietta, non possiamo dire “sei grande e sei un fratello maggiore perciò devi dare l’esempio” e poi alla prima occasione “sei piccolo per tenere in braccio un neonato” oppure “sei piccolo per fare questo…”.

insomma, sono grande o sono piccolo?

io me lo chiederei fossi in lui,  ad un certo punto.

ecco cosa intendo per attenzione alle parole, al peso che hanno, ma anche alle richieste che avanziamo.

ed allora ecco che non dobbiamo dimenticarci dell’età di Nicolò, perchè per quanto potrà essere bravo, delicato e curioso, ha pur sempre due anni e fa le cose che fanno i bambini di due anni, ne più ne meno.

sta allora a noi capire cosa possiamo e non possiamo permetterci di chiedegli.

ed una cosa fondamentale: rispettare i suoi spazi ed i suoi tempi.

già il debutto in famiglia di un bebè è un evento clamoroso (perchè hai la casa invasa di persone in pellegrinaggio, perchè assorbe inevitabilmente buona parte della tua attenzione e delle tue energie, perchè ci sono milioni di altri motivi…) dovremo stare allora attenti che non diventi un evento soffocante.

la presenza c’è e si fa sentire, ma non devono mancare quelle occasioni, quei momenti che ci ritagliamo da soli con lui, perchè il rischio è che questo fratellino ad un certo punto diventi una presenza scomoda e fonte di frustrazione e di rabbia.

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coccole in cucina con il papà

non sappiamo esattamente cosa aspettarci come reazione, o meglio, possiamo immaginarlo essendo entrambi primogeniti, ma non possiamo sapere con certezza nè cosa, nè come, nè quando accadrà una reazione.

non ho un ricordo molto nitido della nascita di mio fratello, ma dai racconti che mi sono arrivati nel tempo, personalmente non la presi affatto bene (ed avevo già 4 anni!)

credo che la gelosia sia invitabile, a qualsiasi età ci si debba confrontare con un nuovo arrivo in casa, perchè fino al quel momento si era un pò il “centro del tutto” della mamma e del papà.

su una cosa siamo in completo accordo: qualche reazione ci sarà e ben venga che ci sia.

perchè piuttosto che covare dentro, preferiamo che Nicolò butti fuori, per clamorosa che possa essere, la reazione, il sentimento al cambiamento che avverrà.

perchè potrà sembrare difficile, e sicuramente non è una passeggiata, ma crediamo che sia più facile affrontare il palesarsi di una situazione piuttosto che dover affrontare sentimenti nascosti o repressi.

per tanto mentre ci prepariamo all’arrivo del piccolo, percorriamo questo cammino con Nicolò, cercando di accompagnarlo dentro questo cambiamento, con parole semplici, rispettandolo.

e quando questo bambino sarà nato, e finalmente saremo tutti e quattro insieme, capiremo come muoverci e come affrontare la cosa.

la squadra che siamo dovrà fare un gioco ancora più di gruppo!

fortunatamente l’arrivo di questo bambino coinciderà con l’inoltrarsi della primavera e speriamo che anche il tempo sia clemente e ci permetta di vivere di più all’aria aperta, magari andando a correre per parchi o boschi, facendo lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta, tutti insieme quando sarà possibile.

non nascono che sebbene creda che un fratello sia il più grande regalo che si possa fare al proprio figlio, dall’altra parte mi sono sentita, in alcuni momenti, impaurita.

in colpa mai, ma impaurita si.

impaurita perchè fino ad oggi Nicolò è stato il nostro “centro del tutto” e da domani dovremo dividerci per due bambini, mica poco!

ed allora mi sono soffermata più volte a guardarlo mentre gioca, mentre mi chiama o mentre stiamo insieme e mi sono domandata: capirà che il nostro amore per lui non sarà diverso? capirà che continueremo ad essere al 100% la sua mamma ed il suo papà anche se ci sarà un’altro bambino?

insomma io stessa mi sono domandata più volte in questi mesi come farò a dividere il mio amore e la mia attenzione per due e non più per uno.

poi fortunatamente il tempo, le riflessioni fatte con Nabile ed i consigli a qualche amica mi hanno dato la chiave di volta per capire e dunque vivere più serenamente questo aspetto: il mio amore e la mia attenzione non saranno divisi per due.

saranno moltiplicati per due!

non saranno un 50% ed un 50%, ma un 100% ed un 100%.

ed adesso che finalmente ho chiarito anche a me stessa questa cosa, mi sento più serena, anche se vorrei che Nicolò fosse felice come noi lo vorremmo per lui, che non risentisse dell’arrivo come temiamo, ma che ne sia pienamente consapevole, partecipe e sereno.

perchè sarebbe un grande aiuto per se stesso e per noi.

ma prenderemo le cose come andranno e le affronteremo tutti insieme, tutti e quattro.

e sono certa che un giorno troveremo un equilibrio nostro…

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io e Nicolò in uno scatto rubato sotto alla Torre Eiffel nel nostro primo viaggio in tre [Parigi, settembre 2014 – Nicolò 9 mesi]

la panza che avanza: aggiornamenti full dell’ultimo minuto

Buongiorno a tutte!

ormai siamo a quasi 30 settimane e tra poco potremo dare il via ufficiale al count down.

in questo ultimo mese ho avvertito i cambiamenti più importanti e volevo condividere con voi alcune soluzioni che ho trovato interessanti e che magari potrebbero aiutare anche altre future o neo mamme.

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la mia panza che avanza

la gravidanza procede e con l’avanzare delle settimane le gambe iniziano a gonfiarsi e la schiena a sovraccaricarsi parecchio provocandomi anche quella fastidiosa sciatica che in alcuni momenti non mi da tregua.

in modo particolare mi è capitato in alcune serate, coricandomi sul divano, di sentire come delle scosse alla gambe.

la sensazione di una corrente elettrica che mi attraversa dalla schiena alla punta dei piedi impedendomi di rilassare completamente le gambe e di trovare giovamento.

inizialmente ho dato la colpa a giornate particolarmente faticose dal punto di vista fisico, ma poi in realtà, stando attenta nel tempo ai diversi episodi, non ho trovato una particolare correlazione tra stanchezza e queste scosse.

in questo ultimo mese poi ho notato un’importante ritenzione di liquidi a livello delle gambe.

non ho mai sofferto di ritenzione idrica e mi impegno cercando di bere quanto più possibile, ma nonostante tutto ho visto che fatico in alcune giornate a drenare e ne consegue poi una stanchezza maggiore a livello delle gambe e maggiore gonfiore.

insomma questo ultimo mese mi sta mettendo davvero alla prova e mi rendo sempre più conto di quanto il mio corpo sia sovraccaricato in questo momento della gravidanza.

riflettendo anche sul mal di schiena ho realizzato quanto importante sia il carico di lavoro a cui sto sottoponendo tutta la mia struttura ossea e dunque anche i fasci nervosi e le articolazioni lombari.

per quanto riguarda il peso, nonostante le vacanze natalizie e le “abbuffate” che ne sono derivate, sono cresciuta solamente 1 kilo dai primi di dicembre e probabilmente, sostiene l’ostetrica che mi segue, se non fosse per i liquidi che trattengo avrei mantenuto il mio peso o comunque forse perso qualcosina, poichè ammetto di essere molto attenta a ciò che mangio ed evito cibi salati, dolci ed abbuffate eccessive.

ho discusso anche con lei della mia situazione ed insieme ci siamo confrontate.

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prospettive in continua evoluzione

fortunatamente mi è venuto incontro anche un esperto del settore!
Ho contattato il dott. Marco  Menozzi, personal trainer e chinesiologo professionista, che opera all’interno del mio centro estetico di fiducia.

L’ho contattato per una consulenza e dopo un primo massaggio leggero a gambe e schiena mi sento completamente rigenerata.

Quando parlo di massaggio leggero intendo una leggera pressione, pari ad un massaggio rilassante, senza alcuno sforzo attivo da parte del mio corpo.

Sono uscita già dopo una prima manipolazione con la sensazione di aver scaricato completamente tutte le tensioni muscolari ed articolari con il beneficio di sentirmi più energica anche nei movimenti.

avete presente quando fate una corsa e vi sentite completamente scaricate da tutto, non stanche, ma più leggere?

Ecco mi sono subito sentita così.

Alternando massaggio e trazioni ho avuto la sensazione che si sciogliessero tutte le contratture e tutti quei piccoli nodi e le gambe si sono alleggerite, notando anche piccoli cambiamenti dal punto di vista dei liquidi trattenuti.

Un massaggio così ci vorrebbe tutto i giorni!

Una coccola non solo per me ed il mio bambino, ma per tutto il mio corpo!

Senza rendermene conto il mio corpo ha lavorato tantissimo e ne posso essere testimone.

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noi

Inizierò dunque una serie di sedute settimanali volte a mantenere questo stato di energia e rilassatezza e credo che prenoterò ben volentieri, anche dopo il parto, qualche seduta per riequilibrare e tonificare la massa muscolare e le articolazioni che tanto hanno dovuto lavorare in questi mesi.

Nel frattempo sto proseguendo il mio lavoro a casa, come mi ha insegnato il Dott. Menozzi, con piccoli movimenti e massaggi specifici quotidiani.

Se anche voi siete in attesa,  avete avuto da poco un bebè o soffrite di fastidiose lombalgie vi consiglio di provare!

Credetemi, averlo scoperto prima…

vi lascio il link qua sotto per capire meglio di cosa si tratta.

potete anche visitare la sua pagina facebook:

ma come fa a fare tutto? confessioni di una mamma

ma come fa a fare tutto una mamma?

ma come fa a fare tutto una mamma che lavora?

ma come fa a fare tutto una mamma che oltre a lavorare coltiva un blog?

ma come fa a fare tutto?

quanti di voi ve lo saranno chieste… provo allora a dare la mia interpretazione delle cose.

parto innanzitutto con il chiarire la mia posizione, mi sembra fondamentale ai fini dell’opinione che vi darò.

sono una mamma, la mamma di un duenne che, come tutti i bambini duenni, non sta fermo nemmeno un attimo.

la migliore palestra che conosca!

sono la mamma di un duenne e una mamma in attesa a quasi 30 settimane, che soffre di mal di schiena in questo periodo e che ha iniziato ad assaporare la parte più difficile della gravidanza (dopo l’inizio): il bruciore di stomaco perenne.

sono la mamma di un duenne, di un bebè in arrivo e sono una mamma lavoratrice.

perchè anche se al momento sono in maternità e godo del beneficio di poter rimanere a casa dal lavoro per dedicarmi alla gravidanza, ho un secondo impiego in libera professione che mando avanti, nonostante la pancia.

sono la mamma di un duenne, di un bebè in arrivo, lavoratrice al quadrato che trova il tempo, nonostante tutto, di curare un piccolo blog, da qualche mese.

senza nessuna presunzione, ma con passione e cura, con amore e dedizione.

sono una mamma non sono una blogger!

non mi reputo tale, perchè sarebbe un offesa nei confronti di chi la blogger lo fa per davvero, di lavoro.

sono una mamma a cui piace scrivere, che nella scrittura e nel raccontarsi trova respiro dalle giornate più faticose, dai momenti meno sereni, che si prende una pausa da tutto per dedicare qualche minuto a se stessa.

perchè che ci crediate o no, anche le mie giornate sono fatte di ventiquattro ore, proprio come quelle di tutti.

chiassà che ore sono da voi, in questo momento.

a casa mia sono esattamente le 22.29.

no, non vivo lontana da voi, non così tanto perlomeno.

sono le 22.29 del 18 gennaio 2016.

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le luci si abbassano, i rumori si attenuano

la casa è immersa in un silenzio ristoratore.

papà è al lavoro, Nicolò nella sua stanza che dorme, io davanti a questo schermo illuminato che batto le dita su una tastiera troppo scura per quest’orario.

scrivo e mi sento serena, perchè anche se ho avuto una giornata full da mamma normale quale sono, trovo pace nello scrivere, e non mi sento troppo in colpa nel farlo, perchè mi fa stare bene, mi aiuta a ri-ossigenarmi.

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stasera mi metto comoda

questa sera sono rientrata dal lavoro alle 21.00, ho cenato e messo a letto Nicolò attorno alle 22.00 (prima ci siamo guardati un cartone animato insieme).

ed eccomi a scrivere, ecco il mio momento.

vorrei allora provare a dare la mia interpretazione a quella risposta che mi sono sentita fare in diverse occasioni, ma come fa a fare tutto?

proverò a raccontarvi una mia giornata tipo, una giornata da mamma, da mamma che cura un piccolo blog.

la mia sveglia suona attorno alle 07.20, al più tardi le 07.30 del mattino.

tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, il sabato non la punto, ci pensa Nicolò a farlo per me.

appena sveglia mi alzo dal letto, non sono una che poltrisce a lungo sotto le coperte, per lo meno non durante la settimana, ma nel weekend mi concedo questo lusso ben volentieri.

generalmente appena spengo la sveglia non posso che alzarmi subito al suon di “mamma, latte!”

ecco il mio buongiorno!

ed allora prendo tra le braccia il mio duenne, mi infilo le pantofole ed andiamo in cucina.

lascio che sia Nicolò a scegliere con cosa fare colazione, mi piace che sia lui a decidere cosa vuole mangiare e non impormi.

a chi piacerebbe sentirsi dire “mangi il latte ed i biscotti” quando si ha voglia di altro?

a me decisamente no.

perciò ogni mattina inizia il rituale del “cosa vuoi per colazione?”, il menù è sempre molto vario, a volte lo yogurt (di cui va letteralmente pazzo), a volte il latte appunto, a volte una brioches ed un pò di succo, a volte latte e cereali.

insomma non si può dire che Nicolò non sia uno con le idee chiare in fatto di mangiare e sa bene cosa vuole.

mentre preparo dunque la sua colazione, metto a bollire l’acqua per il mio the, io sono decisamente più monotona nelle mie abitudini lo ammetto.

ci sediamo allora insieme a tavola e facciamo colazione con calma, senza fretta, perchè non mi piace iniziare la giornata con tutti quei “dai che facciamo tardi” oppure “sbrigati, mangia!” o ancora meglio “dai veloce!”.

è più forte di me, per me la colazione è sacra, e non amo che mi si metta fretta e non ne metto a Nicolò, fosse anche necessario svegliarci alle 5.00 per farlo con calma.

c’è una ragione se la colazione è il momento più importante della giornata…

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[ore 22.45] la tavola è già pronta per la colazione di domani mattina
mi piace poi preparare una tavola che sia curata ed invitante, per la colazione.

perciò non mancano mai i biscotti, i cereali, le fette biscottate, la marmellata, l’acqua o il succo di frutta, come se fosse domenica, tutti i giorni.

la preparo la sera, prima di andare a letto, la nostra tavola della colazione, per non dover perdere tempo l’indomani mattina, per praticità mia ammetto.

al termine della colazione iniziamo a prepararci per la giornata.

Nicolò va all’asilo perciò preparo sempre, la sera prima, i vestiti puliti per il giorno successivo.

mentre mi organizzo sul fasciatoio la roba, Nicolò fa la pipì (abbiamo iniziato da qualche tempo a coltivare questo nuovo interesse per il wc).

ecco allora che lo lavo, lo cambio completamente, appendo il pigiama vicino alla parete del fasciatoio, pronto per la sera, quando lo indosserà nuovamente.

non appena Nicolò è pronto mi preparo io.

Nicolò generalmente gioca nella sua cameretta, a volte legge qualche libro, mentre io mi lavo e mi vesto.

non perdo tempo tra trucco e parrucco, il più delle volte esco di casa che probabilmente sembro appena uscita dal letto.

ci infiliamo i cappotti ed usciamo.

solitamente non più tardi delle 08.40 dunque un’oretta dopo il nostro risveglio.

accompagno Nicolò a scuola, dove ci salutiamo con una bacio e ci diamo l’arrivederci a più tardi.

iniziano le nostre giornate: io la mia e lui la sua.

mentre a volte la sua mi è ancora un mistero, dalla mia so già cosa aspettarmi.

torno a casa ed aprendo la porta mi investono le incombenze di una mamma.

non ho la colf, non ho chi si occupa del mio “tutto”, non sono così fortunata.

in parte credo di aver sempre invidiato chi ha la possibilità di dedicarsi totalmente a ciò che ama fare senza altre preoccupazioni, ma con il tempo ho capito una cosa fondamentale: sono così maledettamente organizzata nelle mie cose, metodica e precisa, che probabilmente mi premurerei di riordinare tutto prima dell’arrivo della domestica, per non metterla in difficoltà.

direi che non sarebbe una grande conquista questa, perciò ho capito che fare ciò che faccio non mi pesa, mi piace.

ecco allora che inizia il tour delle finestre da aprire, dei letti da disfare ed arieggiare, delle tazze da lavare, della tavola da sparecchiare, delle briciole da raccogliere, dei giocattoli rimasti sul pavimento della cameretta da sistemare.

e la lavatrice dove la mettiamo?

ecco allora che apro tutte le finestre, accendo la musica, butto il bucato nella lavatrice e dò inizio alla sua giornata con il mio buongiorno, sparecchio la tavola, sciacquo le tazze e le metto in lavastoviglie, metto le biscottiere in dispensa, raccolgo le briciole dal pavimento e ripulisco la cucina.

arieggio i cuscini del divano e le coperte sul balcone, perchè siano fresche per un nuovo giorno.

ora tocca ai bagni, che son due: un bagno ed un bagno lavanderia.

una passata di detergente e disinfettante è fondamentale, soprattutto con un bambino in casa che inizia a rendersi autonomo anche in questo spazio.

la lavatrice continua a girare pazientemente.

non ho molti mobili in casa, fortunatamente non ne ho bisogno.

soprammobili ancora meno.

non me ne voglia mia madre che ha un museo in ogni stanza, ma non ho mai sopportato la polvere, figuriamoci tutti quegli oggetti che la catturano.

prendo il mio pannetto, il mio spruzzino, il mio straccetto ed inizio il giro.

generalmente la mia prima vittima è la televisione, sempre piena di ditate e di saliva sullo schermo.

capita anche a casa vostra?

mentre aspetto che le camere siano rinfrescate a dovere, mi dedico a leggere i messaggi, le mail che mi arrivano, i commenti sul blog.

e mi godo una piccola pausa.

nel frattempo la lavatrice finisce il suo primo turno di lavoro, pausa anche per lei.

prendo la cesta e stendo il bucato, facendo attenzione a tenderlo bene perchè stirare non è certo il mio passatempo preferito, anzi!

riempio nuovamente la lavatrice.

chiudo le camere, rifaccio i letti, ripiego i pigiami e la biancheria della notte, tiro le tende, passo il panno per la polvere (insomma ci dormiamo lì dentro, vorrei evitare di respirare acari), aspiro il pavimento e concludo la zona notte.

se sono stata brava, sono circa le 12.00.

se sono a casa sola, perchè magari Nabile è al lavoro, non mi concedo il lusso di sedermi a tavola per pranzare, a volte nemmeno mi viene fame.

mi preparo magari un insalata o qualcosa di veloce mentre sfoglio le ultime offerte del supermercato.

sparecchio giusto quei pochi accessori che ho sporcato e stendo una seconda macchinata di panni.

questo è il momento che più amo per scrivere, il primo pomeriggio.

è il momento della giornata nel quale trovo la calma giusta per dedicarmi a ciò che amo fare, nella quale trovo le parole migliori per esprimermi.

alle 15.30 esco di casa nuovamente per andare a prendere Nicolò a scuola.

il pomeriggio trascorre a seconda di ciò che abbiamo voglia di fare: usciamo per vedere qualche amico, invitiamo qualcuno a casa per una merenda, andiamo al parco, ci mangiamo un gelato, giochiamo in cameretta, dipingiamo, insomma non c’è mai un programma preciso, ma stiamo insieme.

quando arriva l’ora della cena, se nella preparazione posso farlo, coinvolgo anche Nicolò, diversamente gli concedo un pò di televisione mentre io cucino.

dopo cena ci facciamo il bagno, a volte insieme, a volte no.

poi pannolino, crema, pigiama e divano con mamma e papà.

prima però preparo la tavola per la colazione del giorno seguente.

la sera siamo io e papà a scegliere cosa guardare, Nicolò è  sempre a fianco a noi e si addormenta puntualmente dopo qualche minuto.

se non ho impegni di lavoro, la giornata si conclude così per tutti, anche per me.

se ho un appuntamento fissato, rientro più tardi, se ho voglia di scrivere scrivo, se ho voglia di parlare con Nabile, conversiamo.

generalmente ci raccontiamo della giornata trascorsa, del lavoro o dei programmi per l’indomani, ci prendiamo un tempo per noi.

ecco insomma la mia giornata tipo.

certo non tutti i giorni stiro.

certo non tutti i giorni lavo i tappeti, le tende o sfodero il divano.

certo non tutti i giorni lavo i muri di piastrelle del bagno o della lavanderia.

certo non tutti i giorni lavo i peluches e disinfetto i giocattoli.

credo che sarebbe surreale oltre che impossibile!

queste sono questioni che mi organizzo un pò nel tempo che metto in fila una alla volta di settimana in settimana.

ma ecco come riesco a fare tutto, senza rinunciare a nulla, senza togliere tempo a nessuno, se non magari a me stessa, ma con piacere.

e se riesco a fare tutto questo è perchè non mi pesa farlo, perchè sono a casa ed ho il tempo da dedicare a tutto questo, perchè il bebè è ancora in arrivo.

ma non sento meno la stanchezza di qualsiasi altra persona, non ho questo super potere.

anche io mi stanco! ma non mi pesa!

non sono soppraffatta dal mio essere mamma, nemmeno con la pancia.

e quando nascerà il bebè? qualcosa rimarrà indietro.

e quando tornerò al mio lavoro di tutti i giorni? alcune cose rimarranno da parte in attesa, si accumuleranno, come è normale che sia.

sono una mamma non sono una santa.

ma mi piace avere la casa in ordine, pulita, cucinare, scrivere e stare con la mia famiglia.

tutto il resto è pura organizzazione, non c’è  un segreto.

non ho aiuti extra se non quelli che mi può dare mio marito, per il resto mi tiro su le maniche e non mi lamento.

se voglio la casa pulita la pulisco.

se voglio la casa in ordine, la riordino.

non mi piango addosso, lo faccio e basta ed ho scoperto che con un pò di organizzazione e di volontà si riesce a fare tanto, non tutto, quello mai, ma tanto.

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anche a casa nostra si accumulano tonnellate di panni da stirare [mal comune…]
e a chi pensa che le mamme blogger siano una specie rara che gode di privilegi circoscritti a pochi vorrei rispondere che non è così la realtà.

forse ci sarà anche chi ha la colf e la baby sitter, l’autista, il dog sitter ed il giardiniere.

ma il più delle volte sono mamme normalissime, proprio come voi, come me.

mamme che lavorano e che si organizzano il tempo per fare tutto, come facciamo tutte noi del resto.

sono mamme non sono sante, proprio come tutte le mamme non blogger.

si sono fatte le 23.30.

Nicolò continua a dormire beatamente.

è giunta la mia ora, quella per riposare un pò prima del nuovo giorno.

prima di domani mattina quando alle 07.20 suonerà la sveglia.

al più tardi saranno le 07.30 e probabilmente qualcuno mi starà già chiedendo a gran voce “mamma, latte!”

buongiorno!

ps: per mia volontà questo post si auto-pubblicherà alle 08.00 del 19 gennaio 2016.                

non è stato tolto tempo a nessuno nel farlo, fortunatamente esiste questa comoda opzione, pertanto ciò dimostra come sia possibile mettere in fila tutte le cose.