finally home!

la cosa che più amiamo della NOSTRA casa è la fatica ed il sacrificio che la rendono tale.

l’impegno che ci siamo promessi da qui per le prossime generazioni a venire e che ogni mese bussa alla porta con il nome di RATA DEL MUTUO.

la ricerca degli arredi e dei dettagli che alla fine ci sono costati la RINUNCIA delle tanto attese vacanze al mare.

la fatica del LAVORARLA fino a rimettere ogni pezzo al suo posto e renderla nostra a tutti gli effetti.

e la GIOIA del guardarla la sera, un po’ in penombra ma sempre faticosamente, meravigliosamente e dannatamente COME PIACE A NOI

[e niente, alla fine ho scritto un ode alla nostra casa]

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argomenti pungenti

in questi giorni ho riflettuto sull’argomento pungente

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la vita di coppia dopo i figli

ed ho avuto modo di constatare che fare una diretta su Instagram [se non seguite la pagina andate a dare una sbirciata] mi piacerebbe tantissimo, ma con i bambini è molto complesso

rimando a voi dunque due possibilità e le metto equamente ai voti:

  • diretta su instagram
  • post scritto qua sul blog

il sondaggio è attivo anche su Instagram ed in base al risultato risponderò senza peli sulla lingua alle domande

lasciatemi un commento qua sotto segnalando la vostra preferenza e una domanda alla quale vorreste rispondessi

 

baci!

caffè

i nani sono svegli da un po’, io invece avrò bisogno di almeno tre caffè per capire dove sono e cosa sto facendo

ma che amore sono i figli?

quegli esseri che mettiamo al mondo che non conoscono la parola vacanza e non contemplano il fatto che “divertimento” e “sonno” possono avere un’assonanza

[lo capirete figli miei un giorno, lo capirete!]

quelle creature che si nutrono del nostro amore incondizionato e che trovano rifugio, consolazione e sicurezza tra le nostre braccia e che hanno una naturale ed istintuale necessità di dimostrarci la loro gratitudine facendo cacca sempre al momento sbagliato

.

[e magari ancor meglio nel posto sbagliato]

quel prolungamento del nostro corpo, del nostro sangue, del nostro essere che si manifesta completamente quando vogliono una cosa e la vogliono subito, non dopo e non tra due minuti, ma nell’immediato e senza attese

[un giorno sarete genitori anche voi]

amo i miei figli più di qualsiasi altra cosa al mondo, ed il momento più bello è la colazione

la mattina, all’alba tutti insieme, quando loro vogliono mangiare una tonnellata di cose ed io per non sentire i miei timpani soffrire prima ancora di dare inizio alla giornata, acconsento

che gioia è vedere un figlio che mangia beato e con gusto?

[solo una mamma sa come ci gonfi di orgoglio vedere la creatura mangiare]

e poi via, se ne vanno a giocare, lasciando tutto smangiucchiato a metà e nulla di realmente deglutito

ed è allora che ha inizio la contrattazione e la sua evoluzione da “amichevole” a “dittatoriale”, e che si conclude sempre allo stesso modo: tuo figlio è esattamente la tua copia, con la stessa determinazione, semplicemente in formato S

e i biscotti restano lì, lui rimane sul suo tappeto a smanettare con i lego ed io vado a farmi un caffè .

[il primo, il più buono e quello più meritato]

HSH

tra qualche giorno la nostra casa (eh si perché adesso possiamo dire finalmente NOSTRA) verrà completamente rivoltata.
le pareti verranno rinfrescate ma non si scosteranno dal loro bianco fresco e luminoso (e che, come mio fratello mi ricorda spesso, fa anche tanto clinica psichiatrica).
le stanze verranno cambiate, scambiate, snaturate rispetto a come le conosciamo oggi: un cambiamento voluto, pensato e progettato ma soprattutto temuto.
un po’ come i cambiamenti importanti della vita.
quando si lascia il “famigliare” per la “novità”.
è disorientante perdere per un attimo tutto i riferimenti e cambiare le prospettive e l’ordinario, ma è necessario, tranne alcuni angoli, ecco quelli rimarranno sempre uguali.

✏️ci sono aspetti di me estremamente ordinari, fisiologicamente “fissi a tempo indeterminato” è quasi monotoni

ma che emozione è chiamarla CASA NOSTRA?

 

cambiamenti in corso…

dopo la nostra fuga al mare qua la ripresa alla vita di sempre è piuttosto lenta.

tra lavatrici da fare e panni da sistemare, scorrono le ore e la nostalgia del mare si fa sentire.

quest’anno le nostre vacanze saranno brevi e frammentate di toccate e fuga, stiamo infatti pianificando alcuni lavoretti in casa ed approfitteremo della pausa dal lavoro per apportare alcune modifiche.

io, come c’era da aspettarsi e come richiede la buona regola, sto visionando proposte, costi e valutando possibili idee.

alcune delle quali mi stanno piacendo veramente molto.

vi va di vederle in anteprima?

i lavoretti che faremo in casa nelle prossime settimane coinvolgeranno il living, la cameretta dei bambini, la nostra camera e qualche manutenzione strutturale al bagno principale.

ecco alcuni scatti di come è la nostra casa e di ciò che ho trovato interessante:

  • la nostra camera da letto

in linea con i colori della casa e con il mio amore per il bianco, la nostra camera da letto si veste di luce nelle splendide mattine soleggiate.
il panorama sul quale affaccia la finestra e che abbraccia le verdi colline estive, colorandosi di arancio, rosso e marrone in autunno, è incantevole e crea una vera e propria cornice animata nella stanza.

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sto riflettendo sull’idea di cambiare la parete della testata del letto con una nota di colore più scuro e deciso, in contrapposizione ai colori chiari dell’arredamento e dei complementi.

le pareti scure hanno infatti il potere di valorizzare qualsiasi oggetto.

i complementi d’arredo, i tessuti scelti, le luci stesse che si fanno spazio nella stanza, risultano essere più caldi, accoglienti ed intimi mentre le immagini dei quadri risaltano particolarmente su uno sfondo scuro.

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  • la cameretta dei bambini 

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nonostante la cameretta dei nani sia comunque di una metratura limitata, non ci siamo persi d’animo, ma abbiamo cercato di rivisitarla al meglio in funzione della crescita inarrestabile dei bambini e delle loro esigenze.

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i giochi nel frattempo sono cambiati, alcuni li abbiamo salutati per accoglierne degli altri, differenti ma pur sempre in linea con le esigenze sia di Nicolò che di Alessandro.

sapete quanto sono attenta a questo!

per la loro camera abbiamo in mente alcune cose che però rimarranno al momento top secret!

  • il living 

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questo grande spazio non è solo’ingresso al nostro nido, ma anche il luogo dove, nell’arco della giornata, ci soffermiamo più a lungo e dove ci piace accogliere ospiti ed amici.

non siamo esperti di arredamento, non abbiamo competenze in campo di interior design, luci e colori.

ci siamo soffermati a cercare idee su qualche rivista e sul web e per il resto è tutto frutto del nostro gusto personale.

noi ci sentiamo a casa e ci piace viverla, ci sentiamo davvero bene.

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come gamma di colori chi mi conosce bene sa che a casa nostra da sempre il bianco è alla base di tutto.

abbiamo deciso di dare calore accompagnandolo al grigio ed ai toni del marrone fino al corda e beige e mettendo in contrasto elementi moderni con presenze più rustiche e datate.

Pianta artificiale con vaso a sospensione FEJKA__201832_idgp01a_01_PH150111.jpg

mi piacerebbe includere nel living qualche accenno di verde.

piccole zone floreali e vegetali che danno alla casa colore e freschezza.

giocando su elementi a cubo poi, come questi nell’immagine che ho scelto come rappresentativa della mia idea, e un po’ di creatività si può realizzare facilmente un magnifico giardino verticale.

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ho diversi angoli in casa abbastanza anonimi.

ma una serie di cornici abbinate, disposte su entrambi i lati in un gioco di forme differenti, può dar forma ad una piccola galleria d’arte che difficilmente passa inosservata.

e se poi fossero i nostri scatti? mica male direi…

ecco queste sono solo alcuni spunti che mi piacerebbe potessero diventare realtà, a modo nostro, nella nostra casa.

e voi? cosa ne pensate?

[soluzioni proposte da Ikea]

[proposte

facciamo due passi…

eh si, sono qua.

in vacanza finalmente e con tanta voglia di passare del tempo in famiglia, magari organizzando qualcosa di divertente per tutti.

ma soprattutto con la voglia di condividere con voi e raccontarvi dove siamo stati lo scorso weekend e cosa ci siamo portati a casa, nel cuore.

ma prima di tutto vi racconto un pò di questa terra, quella da dove vengo io: gli Appennini reggiani.

ho la fortuna di vivere in un luogo abbracciato dalle colline e dagli Appennini, circondato da boschi e disegnato da ottenuti più o meno noti, a sole tre ore (traffico permettendo) dalla costa del mare eppure vicinissimo alle cime che ancora conservano qualche velo di neve in vetta.

e proprio ad una distanza indefinita (perché la strada è ripida e sembra non arrivare mai la meta) da qua c’è il confine con la Toscana e si giunge in un luogo che vale la pena andare a visitare almeno una volta.

perciò se siete degli amatori o passate da queste parti prendetevi una giornata di tempo per rilassarvi sulla costa del lago di Lagastrello.

il lago di Lagastrello più precisamente è un lago artificiale nato dalla costruzione della diga  che convoglia l’acqua del passo.

questo luogo altro non è che il valico stesso tra l’Emilia Romagna e la Toscana.

un punto nevralgico nel quale le province di Reggio Emilia, Parma e Massa Carrara convergono e si abbracciano.

l’aria è quella tipica della montagna e del lago, dove la pineta diffonde profumo di conifere ed una sensazione di aria buona.

persino il cielo qua ha un colore differente.

è stata questa la prima cosa che abbiamo notato, il colore azzurro del cielo.

limpido, pulito.

ed il silenzio, profondo e così forte da essere quasi palpabile.

insomma uno spettacolo che uno scatto non può sostenere quanto la meraviglia che gli occhi nostri e dei bambini hanno catturato.

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intorno a noi pochi altri escursionisti che hanno deciso di rilassarsi e godere di quella vista.

dal parcheggio, sul ciglio della strada, siamo scesi per un sentiero dove ci siamo addentrati in fila indiana, con il nostro carico di borse per il pranzo, della borsa con i cambi dei bambini, un panno da stendere a terra.

in fila indiana costantemente in attesa di poter trovare uno spazio dove fermarci, ma con lo sguardo ben fisso a terra, per evitare di incespicare in qualche sasso, dislivello o radice emersa.

ma una volta arrivati al lago ci siamo alleggeriti di tutto ed abbiamo finalmente goduto di quella fatica (che seppur breve, con i bambini in braccio è stata notevole).

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e dunque abbiamo gustato i nostri panini e sorseggiato acqua fresca seduti a terra, davanti al lago.

e dopo un pranzo che voleva essere rilassante ma che si è rivelato una vera e propria corsa, i bambini sono corsi a caccia di tesori nel sottobosco.

fiori, bastoncini, felci e pigne e qualsiasi cosa possa vivere sotto agli altissimi alberi.

insomma abbiamo guadato piccoli rivoli di acqua che per loro sembravano ostacoli enormi, accarezzato il muschio, goduti degli incredibili colori delle orchidee spontanee e viaggiato all’avventura (come ci ha detto Nicolò appena intrapreso il cammino).

un pranzo speciale che merita di essere incorniciato tra i nostri ricordi di un’estate insieme che è solo agli inizi ma che già si prospetta interessante ed avventurosa.

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motivo per il quale abbiamo scelto di immortalare la felicità di quel momento con un selfie di famiglia.

non me ne vogliate, ma la scelta riguardo la comparsa dei bambini in fotografie pubbliche è per noi una questione seria ed un patto al quale non intendiamo venire meno.

naturalmente per riuscire ad avere una foto dove tutti fossimo pre-palco decenti, c’è voluta una serie di altri scatti che non ho nemmeno contato, ma che comunque conservo gelosamente.

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insomma il lungo viaggio e l’attesa infinita sono stati ampiamente ripagati da quelle ore insieme nel bosco, lungo il lago, sotto ad un cielo limpido ed incredibilmente azzurro.

e nel viaggio di rientro, per spezzare i lunghi minuti in automobile abbiamo deciso di fermarci lungo la strada e fare tappa ad un altro luogo meraviglioso a pochi passi da lì: Pratizzano.

Pratizzano è una piccola località del comune di Ramiseto all’interno del parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

ricercata soprattutto in inverno per le piste da sci di fondo ed escursionismo, Pratizzano offre anche l’opportunità di godere di un grande parco ai piedi del rifugio, completamente circondato nel bosco.

un luogo ideale nel quale ricercare frescura e relax.

ci siamo subito addentrati nel bosco, attraversandolo non certo silenziosamente come avremmo voluto, ma con la meraviglia che non avremmo pensato.

in alcuni tratti gli alberi sono così fitti che la luce filtra appena e sembra di essere in una fiaba, più precisamente Nicolò ha detto che sembrava il bosco dove vive il lupo di Cappuccetto rosso!

si respira una tale calma che sembra quasi che il tempo scorra in un modo tutto suo.

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abbiamo camminato per diverso tempo attorno al bosco prima di raggiungere nuovamente il punto di partenza, un tempo che non saprei definire perché onestamente non l’ho voluto indagare.

e mentre camminavamo tra alberi e cercando sentieri, i bambini si meravigliavano ed esclamavano ad ogni nuovo ramo, pigna, impronta scovati.

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insomma è stata una vera e propria domenica avventurosa!

e prima di ripartire, i bambini hanno voluto costruire una rudimentale tana con qualche bastone lungo il tronco di un altissimo abete.

per qualche animale che vi possa trovare riparo, o qualche bambino che prosegua nel cantiere.

per qualcuno che abbia voglia, passando di lì, di soffermarsi a guardarsi attorno.

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cose che devo assolutamente fare con i bambini!

buon pomeriggio!

se seguite il mio profilo su Instagram sapete che la scorsa settimana abbiamo seminato un semenzaio con le erbe aromatiche.

le prime foglioline iniziano a spuntare!

ma prima di farvi vedere come procede la nostra coltivazione vorrei chiedervi alcuni pareri e consigli.

ci piacerebbe realizzare un piccolo orto pensile sul balcone.

abbiamo cercato alcuni spunti ma l’esperienza diretta è la miglior recensione che ci sia!

avete anche voi un orto sul balcone o sul terrazzo?

noi vorremmo costruirlo con le nostre mani, voi avete consigli particolari da darci?

naturalmente coinvolgeremo i bambini in tutto questo, in particolare modo nella piantumazione e nella cura delle sementi.

cosa ne dite?

ci buttiamo?

[se avete qualche consiglio da darci aspetto i vostri messaggi qua sotto]

Bellissima testimonianza, speriamo che Nicolò sia altrettanto fortunato.

La sensibilità, L’empatia e la capacità di vedere oltre le cose o ce l’hai o non ce l’hai.

Fine.

A volte (e mi rammarico del doverlo dire) bisogna aver la fortuna di trovare le giuste persone, come è capitato a noi con le insegnanti di Nicolò.

Ci siamo da subito sentiti abbracciati, accolti ed ascoltati.

Il problema poi credo sia a monte.

Credo che se per primis non si riconosce l’epilessia come malattia, meno che meno invalidante (dove si intende il danno neurologico o il rallentamento dato dai farmaci) non si attuerà mai un percorso individualizzato per i bambini ai quali viene chiesto di rientrare nello standard degli altri.

Vedo Nicolò molto bene grazie a queste terapie, ed anche io mi sento piu serena, ma lo vedo altrettanto rallentato soprattutto in alcuni momenti.

È l’obiettivo delle sue terapie, quello di rallentarlo intendo, per scongiurare altre crisi, per mantenerlo sotto controllo.

Spesso le insegnanti non sanno come comportarsi con un bambino epilettico perché a loro non è mai stata data la formazione necessaria.

Io stessa non ho mai saputo nulla sull’epilessia fino a quando non mi bussato alla porta.

Comunque uscendo da questo ambito prettamente didattico credo che questa maestra stia insegnando un valore enorme a questi bambini e sarebbe bello vedere in ogni classe un cartello così, per qualsiasi evenienza anche non prettamente legata al l’epilessia.

Sarebbe un grandissimo gesto di civiltà e confermerebbe a tutti (o per lo meno a chi ha l’intelligenza di guardare oltre) che forse c’è ancora chi coltiva certi valori.

E questa società ne ha una disperata fame, di valori.

I bambini sono la nostra ultima speranza.

https://www.facebook.com/groups/leggedirisonanzaehooponopono/permalink/2006693219581852

c’ho l’ansia

ebbene si, dopo un tempo lunghissimo di pausa da queste pagine rieccomi qua a scrivere.

ed inauguro questo nuovo anno e questa nuova apparizione per parlare di una condizione che mi attanaglia da diverso tempo e con la quale mi trovo, oggi più che mai, a dover fare i conti.

c’ho l’ansia.

c’ho l’ansia da sempre.

c’ho l’ansia da quando ho iniziato a lavorare e le scadenze, la qualità, la scalata professionale per guadagnarmi un riconoscimento di valore (da affiancare al mio nome) mi hanno imposto ritmi martellanti, costanti, a tempo indeterminato.

e ce l’ho fatta, a guadagnarmi quella credibilità intendo.

ho fatto orari devastanti (se ci ripenso nemmeno io me ne capacito), ho lavorato a testa china sul computer, a scrivere, a progettare, a fare con le mani.

ho tolto tempo a tutto e tutti per il mio progetto e ce l’ho fatta.

c’ho l’ansia da quando sono diventata mamma.

Nicolò in modo particolare mi ha tenuto in ansia da sempre, dalla sua nascita.

ogni piccolo ostacolo che abbiamo incontrato sul nostro cammino mi ha sempre messo difronte ad accadimenti contrastanti: da una parte io e la mia paura da mamma, dall’altra gli altri.

e poi, in tutto questo, chi sminuisce ciò che succede cercando di trattare la situazione con leggerezza (e l’ansia ci va a nozze…) e chi cercando di sbattermi in faccia le mie paure per incoraggiarmi (e via che si galoppa!).

c’ho l’ansia da quando è nato Alessandro, o meglio dalla sua attesa.

dalla speranza che Nicolò vivesse bene questo nuovo grande cambiamento, alla consapevolezza che nella coppia si sarebbero dovuti trovare nuovi equilibri.

alla fatica, del ricominciare a svegliarsi a singhiozzo nella notte, ai singhiozzi miei, quelli seduta nel bagno, di fianco al lavandino o sotto la doccia.

c’ho ansia da quando Alessandro ha iniziato a dimostrare a tutti di che stoffa è fatto e fin dove può arrivare.

c’ho l’ansia da quando ho capito che Nicolò il più delle volte a suo fratello soccombe, e piange.

c’ho l’ansia da quella notte di dicembre, quando Nicolò è stato male e ci hanno prefigurato i panorami peggiori (fortunatamente poi smentiti).

c’ho l’ansia da quella notte sdraiata sulla sedia di un pronto soccorso a pensare a tutto e niente.

c’ho l’ansia da quando sono rientrata al lavoro ed ho dovuto affrontare il fatto che due figli moltiplicano l’amore ma dimezzano il tempo.

e dunque ho iniziato a fare l’acrobata tra bambini, lavoro, secondo lavoro, blog, casa, e chi più ne ha più ne metta.

c’ho l’ansia da quella volta in cui Nicolò è scappato verso la strada scendo dalla biblioteca, sorridendo per sfuggirmi (un gioco per lui), ed io gridando non sono riuscita a fermarlo.

nessuno lo ha fatto dei presenti.

solo fugacemente l’amica che era con me lo ha braccato per la felpa e lo ha allontanato prima che finisse sotto le ruote di un fuoristrada.

da quella volta sogno costantemente quella scena, credo sia un messaggio inconscio che mi vuol far riflettere su quanta sia la mia paura di non riuscire ad avere le cose sotto controllo.

c’ho l’ansia da quando Alessandro ha rischiato di soffocare a tavola, tante di quelle volte per colpa della sua ingordigia.

c’ho l’ansia del faticare a sbarcare il lunario, e di non riuscire a contribuire mai come vorrei alle spese di casa per un lavoro che richiede un grandissimo impegno, una forte responsabilità ma uno stipendio davvero discutibile.

c’ho l’ansia per milioni di cose e sono certa che non finirà qua, anzi!

non avete idea di quante volte mi sono sentita ripetere “che ansia Elizabeth!”.

e sapete quante volte ha funzionato?

mai!

ha incrementato in me la convinzione (infondata ma legittimata dagli eventi), che io sola sia in grado di darmi sostegno e comprendere quanta paura mi danno certe situazioni ed al tempo stesso quanta ansia mi trasmettano gli altri, nei loro rimproveri, che tutto fanno meno che darmi sollievo ed aiuto concreti.

c’ho l’ansia oggi come mai in vita mia.

e non sarà rinfacciandomelo o ricordandomelo costantemente che ne trarrò beneficio.

né tantomeno ricordandomi quanto poco forte sono e quanto mi impegno per esserlo.

c’ho l’ansia né più né meno di tutti voi.

c’ho l’ansia, fatevene una ragione.

ricordarmelo non mi aiuta.