•that’s amore!•

when a moon hits your eye like a big pizza pie

That’s amore!

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cose che devo assolutamente fare con i bambini!

buon pomeriggio!

se seguite il mio profilo su Instagram sapete che la scorsa settimana abbiamo seminato un semenzaio con le erbe aromatiche.

le prime foglioline iniziano a spuntare!

ma prima di farvi vedere come procede la nostra coltivazione vorrei chiedervi alcuni pareri e consigli.

ci piacerebbe realizzare un piccolo orto pensile sul balcone.

abbiamo cercato alcuni spunti ma l’esperienza diretta è la miglior recensione che ci sia!

avete anche voi un orto sul balcone o sul terrazzo?

noi vorremmo costruirlo con le nostre mani, voi avete consigli particolari da darci?

naturalmente coinvolgeremo i bambini in tutto questo, in particolare modo nella piantumazione e nella cura delle sementi.

cosa ne dite?

ci buttiamo?

[se avete qualche consiglio da darci aspetto i vostri messaggi qua sotto]

Bellissima testimonianza, speriamo che Nicolò sia altrettanto fortunato.

La sensibilità, L’empatia e la capacità di vedere oltre le cose o ce l’hai o non ce l’hai.

Fine.

A volte (e mi rammarico del doverlo dire) bisogna aver la fortuna di trovare le giuste persone, come è capitato a noi con le insegnanti di Nicolò.

Ci siamo da subito sentiti abbracciati, accolti ed ascoltati.

Il problema poi credo sia a monte.

Credo che se per primis non si riconosce l’epilessia come malattia, meno che meno invalidante (dove si intende il danno neurologico o il rallentamento dato dai farmaci) non si attuerà mai un percorso individualizzato per i bambini ai quali viene chiesto di rientrare nello standard degli altri.

Vedo Nicolò molto bene grazie a queste terapie, ed anche io mi sento piu serena, ma lo vedo altrettanto rallentato soprattutto in alcuni momenti.

È l’obiettivo delle sue terapie, quello di rallentarlo intendo, per scongiurare altre crisi, per mantenerlo sotto controllo.

Spesso le insegnanti non sanno come comportarsi con un bambino epilettico perché a loro non è mai stata data la formazione necessaria.

Io stessa non ho mai saputo nulla sull’epilessia fino a quando non mi bussato alla porta.

Comunque uscendo da questo ambito prettamente didattico credo che questa maestra stia insegnando un valore enorme a questi bambini e sarebbe bello vedere in ogni classe un cartello così, per qualsiasi evenienza anche non prettamente legata al l’epilessia.

Sarebbe un grandissimo gesto di civiltà e confermerebbe a tutti (o per lo meno a chi ha l’intelligenza di guardare oltre) che forse c’è ancora chi coltiva certi valori.

E questa società ne ha una disperata fame, di valori.

I bambini sono la nostra ultima speranza.

https://www.facebook.com/groups/leggedirisonanzaehooponopono/permalink/2006693219581852

c’ho l’ansia

ebbene si, dopo un tempo lunghissimo di pausa da queste pagine rieccomi qua a scrivere.

ed inauguro questo nuovo anno e questa nuova apparizione per parlare di una condizione che mi attanaglia da diverso tempo e con la quale mi trovo, oggi più che mai, a dover fare i conti.

c’ho l’ansia.

c’ho l’ansia da sempre.

c’ho l’ansia da quando ho iniziato a lavorare e le scadenze, la qualità, la scalata professionale per guadagnarmi un riconoscimento di valore (da affiancare al mio nome) mi hanno imposto ritmi martellanti, costanti, a tempo indeterminato.

e ce l’ho fatta, a guadagnarmi quella credibilità intendo.

ho fatto orari devastanti (se ci ripenso nemmeno io me ne capacito), ho lavorato a testa china sul computer, a scrivere, a progettare, a fare con le mani.

ho tolto tempo a tutto e tutti per il mio progetto e ce l’ho fatta.

c’ho l’ansia da quando sono diventata mamma.

Nicolò in modo particolare mi ha tenuto in ansia da sempre, dalla sua nascita.

ogni piccolo ostacolo che abbiamo incontrato sul nostro cammino mi ha sempre messo difronte ad accadimenti contrastanti: da una parte io e la mia paura da mamma, dall’altra gli altri.

e poi, in tutto questo, chi sminuisce ciò che succede cercando di trattare la situazione con leggerezza (e l’ansia ci va a nozze…) e chi cercando di sbattermi in faccia le mie paure per incoraggiarmi (e via che si galoppa!).

c’ho l’ansia da quando è nato Alessandro, o meglio dalla sua attesa.

dalla speranza che Nicolò vivesse bene questo nuovo grande cambiamento, alla consapevolezza che nella coppia si sarebbero dovuti trovare nuovi equilibri.

alla fatica, del ricominciare a svegliarsi a singhiozzo nella notte, ai singhiozzi miei, quelli seduta nel bagno, di fianco al lavandino o sotto la doccia.

c’ho ansia da quando Alessandro ha iniziato a dimostrare a tutti di che stoffa è fatto e fin dove può arrivare.

c’ho l’ansia da quando ho capito che Nicolò il più delle volte a suo fratello soccombe, e piange.

c’ho l’ansia da quella notte di dicembre, quando Nicolò è stato male e ci hanno prefigurato i panorami peggiori (fortunatamente poi smentiti).

c’ho l’ansia da quella notte sdraiata sulla sedia di un pronto soccorso a pensare a tutto e niente.

c’ho l’ansia da quando sono rientrata al lavoro ed ho dovuto affrontare il fatto che due figli moltiplicano l’amore ma dimezzano il tempo.

e dunque ho iniziato a fare l’acrobata tra bambini, lavoro, secondo lavoro, blog, casa, e chi più ne ha più ne metta.

c’ho l’ansia da quella volta in cui Nicolò è scappato verso la strada scendo dalla biblioteca, sorridendo per sfuggirmi (un gioco per lui), ed io gridando non sono riuscita a fermarlo.

nessuno lo ha fatto dei presenti.

solo fugacemente l’amica che era con me lo ha braccato per la felpa e lo ha allontanato prima che finisse sotto le ruote di un fuoristrada.

da quella volta sogno costantemente quella scena, credo sia un messaggio inconscio che mi vuol far riflettere su quanta sia la mia paura di non riuscire ad avere le cose sotto controllo.

c’ho l’ansia da quando Alessandro ha rischiato di soffocare a tavola, tante di quelle volte per colpa della sua ingordigia.

c’ho l’ansia del faticare a sbarcare il lunario, e di non riuscire a contribuire mai come vorrei alle spese di casa per un lavoro che richiede un grandissimo impegno, una forte responsabilità ma uno stipendio davvero discutibile.

c’ho l’ansia per milioni di cose e sono certa che non finirà qua, anzi!

non avete idea di quante volte mi sono sentita ripetere “che ansia Elizabeth!”.

e sapete quante volte ha funzionato?

mai!

ha incrementato in me la convinzione (infondata ma legittimata dagli eventi), che io sola sia in grado di darmi sostegno e comprendere quanta paura mi danno certe situazioni ed al tempo stesso quanta ansia mi trasmettano gli altri, nei loro rimproveri, che tutto fanno meno che darmi sollievo ed aiuto concreti.

c’ho l’ansia oggi come mai in vita mia.

e non sarà rinfacciandomelo o ricordandomelo costantemente che ne trarrò beneficio.

né tantomeno ricordandomi quanto poco forte sono e quanto mi impegno per esserlo.

c’ho l’ansia né più né meno di tutti voi.

c’ho l’ansia, fatevene una ragione.

ricordarmelo non mi aiuta.

 

#buongiorno

pronti per il rientro a scuola ed al lavoro?

in questi giorni di inizio gennaio ci prepariamo all’iscrizione di Alessandro alla scuola dell’infanzia (oddio di già?!)

e mentre compiliamo moduli e ci prepariamo a questa nuova avventura, ci prepariamo anche a quello che sarà il suo corredino

qualsiasi mamma sa quanto emozionante sia questo momento, ma anche quanto sia importante avere tutto sotto controllo!

fortunatamente ho al mio fianco un alleato che mi viene in soccorso!

grazie alle etichette termoadesive di @Stikets_italia, riesco in pochi gesti a riordinare i vestitini di Alessandro per la scuola ed evitare spiacevoli inconvenienti

IMG_8592.JPGcon le etichette adesive poi, posso facilmente identificare tutti i suoi oggetti: dal ciuccio e biberon alle scarpe!

fantastico no?

una soluzione pratica per tutte le mamme ed i papà alle prese con nuovi inizi

ma non è finita qui! su www.stikets.it trovate tantissime soluzioni per tutti: dai braccialetti identificativi personalizzati, alle lavagne adesive (e vogliamo parlare degli adesivi murali?)

insomma cosa aspettate? io mi sono già organizzata!IMG_8591.JPG

clicca qui per conoscere Stikets

trenta giorni ha novembre, con aprile, giugno e settembre

di ventotto ce n’è uno…

…e da oggi son TRENTUNO!

#happybirthdaytome

INGREDIENTI:

  • grissini
  • 100 g di cioccolato fondente
  • zuccherini colorati, granella di nocciole, codette, stelline, ecc.

PROCEDIMENTO:

Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e lasciate che si addensi per qualche minuto.

con una tavoletta di cioccolato da 100g, si ottengono circa 25 grissini dolci di carnevale, se ne desiderate un numero maggiore, vi consiglio di sostituire il cioccolato fondente con una tavoletta di cioccolato bianco e creare quindi gusti e colori diversi!

quando il cioccolato fuso si sarà addensato, immergete un grissino per volta e ricopritene solo metà con il cioccolato fuso. aspettate qualche secondo e immergete nuovamente.

quindi ricoprite il cioccolato con gli zuccherini colorati, variando la forma e i colori.

[fonte da clicca qui]

#buongiorno

come procedono le vostre feste?

noi tra un’abbuffata e l’altra ci stiamo godendo la famiglia, la casa e soprattutto il nostro divano!

ieri sera si è concluso il SONDAGGIO che vi ha coinvolto ella scelta del TEMA per il prossimo MAMMA CHE BELLO [lab] di GENNAIO.

con il 59% dei voti VINCE LA PAURA!!

eccoci allora prontissime, io e Silvia, per registrare un nuovo episodio e darvi appuntamento con il nuovo anno!

Fear_Render.png

ciao a tutti, amiche ed amici!

innanzitutto grazie per esservi soffermati a vedere l’ultimo (nonchè primissimo) video di MAMMA CHE BELLO [lab]

se non lo avete ancora fatto siete in tempo per recuperare!

https://www.youtube.com/watch…

gennaio si avvicina e così anche una nuova puntata con me e Silvia.

abbiamo pensato per voi ad un tema molto interessante quanto delicato: LE EMOZIONI

un tema vastissimo ma che merita riflessioni e che spesso mette in difficoltà noi mamme e papà, soprattutto quando si vanno a toccare alcune corde.

quale declinazione vi piacerebbe ispirasse il MAMMA CHE BELLO [lab] di gennaio?

A VOI LA SCELTA!

[l’opzione vincente ci guiderà nella preparazione del prossimo video]

#mammachebellolab

ecco il link per votare: sondaggio GENNAIO 2018

mamma che bello [lab] #1

 

Vi ricordate il video di presentazione di “Mamma che bello! [lab]”?!!!

Se la risposta è SI’ allora siete dei veri follower di questo blog, ma se la risposta è NO…. ahi ahi ahi… molto maleeeee!!!

DOVETE mettervi in pari subito!!!

Qualche settimana fa io e Silvia di mamma mi racconti vi abbiamo presentato “Mamma che bello! [lab]”, il nostro progetto, che ci vedrà collaborare fianco a fianco nel pensare e poi realizzare insieme piccole e semplici attività di tipo manuale volte alla costruzione di un oggetto legato ad un determinato albo illustrato che, o per i contenuti affrontati o per la sua bellezza, ci ha particolarmente colpito.

Benvenuti, quindi, al primo laboratorio che, essendo ormai alle porte, avrà come filo conduttore il Natale!

Il laboratorio di oggi, è ispirato ad un testo natalizio intitolato “Il piccolo abete” di Delia Huddy Emily Sutton, edito da Emme Edizioni (2015) di cui Silvia ha parlato lo scorso anno proprio sul blog (link al post).

“Il piccolo abete” affronta la tematica legata al Natale in modo davvero profondo e toccante: nel racconto emergono elementi contrastanti legati a questa ricorrenza come lo stare insieme, il divertirsi, l’abbondanza, ma contemporaneamente anche la solitudine, il freddo, la povertà.

Un albo illustrato per bambini, ma anche per grandi, che racchiude in sé tutto quello che a Natale ci fa gioire o ci fa rattristare, un testo che farà riflettere davvero sul vero significato di questa festa!

Non c’è Natale senza le luci che portano calore e gioia nelle case e nelle città: in questo testo Emily Sutton ha realizzato un’illustrazione davvero meravigliosa capace di restituire questa miriade di luci che ci circondano in occasione di questa festa.

Ed è proprio da questa illustrazione che prende spunto l’attività di oggi, poiché io e Silvia andremo a proporre la realizzazione di una lanterna.

img_7900.jpg

Per realizzare la lanterna occorre:

Procedimento:

1.Piegare con le pinze il bordo del barattolo di latta in modo da renderlo non tagliente e quindi non pericoloso per i bambini;

2. Con il pennarello realizzate una grafica a piacere sulla lanterna: potete far disegnare il bambino oppure disegnare insieme a lui

3. Con il punteruolo seguite la grafica realizzata andando così a creare dei piccoli buchi. Nel caso troviate difficoltà potete aiutarvi con un martello;

4. Con un batuffolo di cotone e un po’ di acetone togliete l’eccesso di pennarello nei punti che non sono stati coperti dal buco;

5. Accendete la candela e appoggiatela sul fondo della lanterna.

Nel caso preferiate appendere la lanterna o arricchirla potete creare un piccolo manico con il filo di ferro o dello spago.

Qui sotto trovate il video con tutti i passaggi nel dettaglio!

Se realizzate la lanterna e avete voglia di condividerla con noi, potete pubblicare i vostri scatti su Instagram con l’hastag #mammachebellolab

Al prossimo laboratorio….

Elizabeth e Silvia

 

 

 

• LOVE •

da sempre voi due siete due corpi de un anima sola

siete così simili, voi due

sempre attenti agli altri, al loro bene, alle parole dai non detti

sempre in attesa di un abbraccio, di una coccola

alla ricerca costante di qualcosa o qualcuno che vi avvolga completamente

a volte sembra quasi che veniate da un pianeta lontano quando siete insieme

è come se nulla e nessuno possano interferire con quel legame tanto forte che avete costruito e che vi tiene saldi l’uno all’altro

a volte ho quasi l’impressione che tra voi ci sia un linguaggio segreto che va oltre tutto e tutti

ieri, piccolo uomo, hai compiuto quattro anni e stamane svegliandoti ci hai chiesto se fosse vero che ora, di anni, finalmente ne hai quattro sul serio

come se per te questo fosse il più grande dei traguardi

ed allora ti dico si, ne hai quattro davvero!